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  • Emiliano 5:38 pm on 25 August 2009 Permalink | Rispondi
    Tags: , , , Microsoft, search share,   

    Cala la search share di Google? 

    John Battelle aveva ragione. Nelle sue ormai consuete previsioni di gennaio aveva predetto che la search share di Google sarebbe calata nel corso del 2009. I dati Nielsen di luglio indicati da Mashable e citati da Battelle mostrano effettivamente un calo dell’1,3% rispetto a giugno.

    A confrontare il “calo” con i risultati di Yahoo e Bing, sembra proprio che sia stato il motore di Sunnyvale (e non Bing, nonostante le massicce campagne pubblicitarie) a rosicchiare punti percentuali al gigante Google.

    Disperazione a Mountain View? Disperazione?!?

    Due considerazioni:

    1) Ma Nielsen è realmente affidabile nel fornire questo tipo di dati? Siamo sicuri che il conteggio delle ricerche (dato accurato se sono i motori stessi a renderlo noto) non sia in qualche modo assmilato alle page views (dato più “facilmente” monitorabile da soggetti quali Nielsen, comScore, ecc.)?

    2) Francamente dopo tutto il tam tam legato a Microhoo e il lancio di Bing un 1,3% in meno mi pare un po’ poco per parlare di calo della search share e festeggiare il nuovo anti-Google…

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  • Emiliano 7:25 pm on 30 July 2009 Permalink | Rispondi
    Tags: accordo Microsoft Yahoo, , Microsoft, , ,   

    E’ Microhoo (o quasi) 

    yahoo_microsoft

    Yahoo & Microsoft

    Riemergo dall’oscurità di un periodo passato a flirtare con i numeri, per dedicare un po’ di attenzione al tormentone degli ultimi mesi: l’affaire Microhoo. Il matrimonio, alla fine, s’è fatto. Un matrimonio d’interessi più che d’amore, ma pur sempre di unione si tratta.

    Si è scritto già molto in merito ed esiste addirittura un sito istituzionale che tratta il deal in tutte le sue sfaccettature.

    Vediamo intanto i dettagli dell’accordo:

    • Yahoo will become the exclusive worldwide relationship sales force for both companies’ premium search advertisers. Self-serve advertising for both companies will be fulfilled by Microsoft’s AdCenter platform, and prices for all search ads will continue to be set by AdCenter’s automated auction process.
    • Microsoft will compensate Yahoo! through a revenue sharing agreement on traffic generated on Yahoo!’s network of both owned and operated (O&O) and affiliate sites.
    • Microsoft will pay traffic acquisition costs (TAC) to Yahoo! at an initial rate of 88% of search revenue generated on Yahoo!’s O&O sites during the first 5 years of the agreement.
    • Yahoo! will continue to syndicate its existing search affiliates.

    Per quanto mi riguarda, vorrei porre l’accento su alcuni elementi:

    • Microsoft ha mostrato di poter sviluppare una tecnologia di ricerca di tutto rispetto (Bing), oltre a disporre di un’ottima piattaforma di Search Marketing (adCenter). Yahoo ha smesso di investire nella search e Panama francamente è lontana anni luce dall’usabilità di AdWords e Microsoft adCenter.
    • Yahoo Search Marketing ha saputo creare negli anni una potente rete di distribution partners che garantiscono agli inserzionisti un flusso pubblicitario pari al 55% del traffico complessivo generato dal network di Yahoo ( :-O ). Un’ottima opportunità di monetizzazione per Microsoft, che percepirà il 12% delle search revenues.
    • I costi legati alla search organica saranno interamente a carico di Microsoft, consentendo a Yahoo di liberare risorse per dedicarsi a ciò che sanno fare meglio: creare prodotti di eccellenza e garantire un’elevata user experience.

    Tutto sommato sono molto contento. Abbiamo finalmente un player in grado di dar fastidio a Google e smuovere un mercato, quello del search marketing, fin troppo stantìo e monopolizzato. Quindi ben venga Microhoo!

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  • Emiliano 11:18 am on 15 July 2009 Permalink | Rispondi
    Tags: Microsoft, Project Natal, XBox   

    Project Natal: the Matrix is all around us 

    Su segnalazione di Marco, resto basito ed embeddo il video. E’ fake o ci stiamo realmente catapultando dentro alla Matrice?

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    • Vincenzo Ferme 12:17 pm on 15 luglio 2009 Permalink

      Ciao, tutto reale, questa ne è la conferma: http://www.xbox.com/en-US/live/projectnatal/. E la data del lancio non è neppure molto lontana, ho sentito il prossimo anno, sono rimasto a bocca aperta anche io…

    • Emiliano 12:55 pm on 15 luglio 2009 Permalink

      Porca miseria, questa è roba pesante :-) Non sono un videogiocatore incallito, ma penso proprio che acquisterei una console come questa :-O

  • Emiliano 9:34 pm on 15 June 2009 Permalink | Rispondi
    Tags: , , , , , Microsoft, Seth Godin   

    Cosa significa Bing? 

    But It’s Not Google

    Come dire: Google può perdere solo contro se stesso. Alcuni motivi:

    1. Google è diventato sinonimo di ricerca. Al punto che in inglese “to google” non significa semplicemente “cercare su Google”, ma più genericamente “cercare in Rete” (che tu lo faccia su Bing poco importa: you google anyway).
    2. Google è leader assoluto di mercato: difficile batterlo sul tuo stesso campo. Quello che Microsoft può fare, non senza ingenti investimenti di marketing, è rosicchiare un po’ di market share.
    3. Anche ammesso e non concesso che Bing riesca a far proseliti, la monetizzazione potrebbe non essere all’altezza del prodotto in sé. Sarà in grado la società di Redmond di costruire un sistema realmente alternativo a Google AdWords? E quanto tempo ci vorrà per costruire una Rete pari a quella di AdSense? E Google nel frattempo resterà forse a guardare?

    Se quello che dice John Battelle è giusto (Microsoft sta cercando di costruire una search application che aiuti la gente a decidere in modo assolutamente nuovo), allora probabilmente la società di Redmond avrà le sue carte da giocarsi. Ma in fondo credo che abbia ragione Seth Godin:

    If Microsoft adds a few features and they prove popular, how long precisely will it take Google to mirror or even leapfrog those features?

    Il segreto, dunque, è di costruire qualcosa di realmente nuovo. Per dirla con Seth Godin, something remarkable.

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  • Emiliano 3:55 pm on 29 May 2009 Permalink | Rispondi
    Tags: , Microsoft, motore di ricerca semantico, universal search   

    Bing: ricerca universale e semantica 

    Ask ci ha provato con Ask 3D. Google ne parla da anni e, a parte qualche timido tentativo, non ha prodotto nulla di particolarmente significativo (d’altronde ci vuole fegato per cambiare qualcosa che di per sé funziona). In quel di Yahoo il deserto.

    E’ paradossale che il possibile turning point innovativo provenga da Microsoft, ma tant’è.

    A vedere il video di presentazione di Bing, il motore promette bene.

    Le ricerche vengono attivate in modo semantico. Il che vuol dire che il motore riesce ad interpretare la domanda dell’utente e a restituire risultati pertinenti (che siano web search, shopping, immagini, video, ecc.).

    Per quanto riguarda la SERP, la struttura ricalca molto vagamente l’idea dietro al 3d di Ask, ma con un sacco di features in più e un’usabilità che pare senz’altro migliore.

    Ovviamente è quello che si evince da un video promozionale. Vedremo poi se corrisponderà al vero…

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    • Saint Andres 3:02 pm on 30 maggio 2009 Permalink

      Sono curioso di provarlo, più che altro per verificare la validità del servizio. In ogni caso fa piacere che non sia un motore di ricerca come Google ma che offra qualcosa di potenzialmente innovativo, certo il nome mi lascia un po’ perplesso, ci vorrà un bel po’ di pubblicità per farlo consocere alla gente.

    • Emiliano 2:16 am on 2 giugno 2009 Permalink

      Il nome non è malaccio, dai… sempre meglio di Kumo ;-)

  • Emiliano 1:09 am on 25 May 2009 Permalink | Rispondi
    Tags: , biografia Steve Jobs, Microsoft, Nella testa di Steve Jobs, ,   

    Prodotti e profitti secondo Steve Jobs 

    Da qualche settimana sto leggendo un’interessante libro dal titolo Nella testa di Steve Jobs, biografia (non autorizzata) del fondatore della Apple. In effetti pensavo di finirlo in pochi giorni, ma l’ho trovato talmente interessante dal vedermi quasi costretto a centellinarlo, proprio come un buon vino.

    D’altronde quando ti trovi a leggere di un uomo che ha rivoluzionato il mondo della tecnologia (Mac), della musica (iPod e iTunes), del cinema (Pixar) e della telefonia (iPhone), non puoi far altro che accostarti all’argomento con tanta curiosità, una buona dose di invidia ed un vago impulso di emulazione.

    Fra i vari temi trattati, ce n’è uno che mi ha colpito particolarmente: Jobs considera i prodotti come centri gravitazionali.

    Ora, il concetto può risultare banale ma non lo è. Molti imprenditori recentemente (e non solo nell’online) si sono limitati ad essere puri affaristi, ponendosi come obiettivo primario quello di generare profitto ad ogni costo e mettendo da parte ciò cui ogni impresa dovrebbe aspirare: produrre valore per il proprio pubblico e, così facendo, produrre valore per se stessa.

    Steve Jobs ha lasciato la Apple nel 1985 e quando vi ha fatto ritorno, nel 1996, ha trovato un’azienda in crisi, guidata non più da quelli che si occupavano dei prodotti, ma dai responsabili commerciali. A risentirne di più è stata, ovviamente, l’innovazione.

    Ed è stato a questo punto che Jobs ha compiuto il suo capolavoro. Invece di sprecare risorse nel perseguire centinaia di progetti, ha deciso di focalizzarsi su un ristretto numero di prodotti dal potenziale maggiore. E’ da qui che hanno preso forma l’iMac, l’iPod e iTunes.

    Il nostro obiettivo principale, qui alla Apple, è di produrre i migliori PC al mondo, non di essere i più potenti o i più ricchi. Alla Apple, per un certo periodo di tempo, i due obiettivi sono stati invertiti e questo minimo cambiamento di prospettiva ha fatto la differenza. Quando sono tornato, abbiamo lavorato per farne di nuovo un’azienda orientata al prodotto.

    Steve Jobs sembra avere un dono che pochi altri imprenditori hanno: non quello di saper fare soldi, ma quello di capire che cosa vuole la gente. Guadagnare (sia per arricchire se stessi e i propri azionisti che per continuare a produrre) è l’obiettivo numero due.

    Prova a pensare alla crisi della finanza, alle difficoltà dell’industria e, perché no, anche ad un certo narcisismo del mondo Internet. Hanno fatto scalpore i tagli di Microsoft e Yahoo. Ora chiediti se negli ultimi due anni ti risulta che Microsoft e Yahoo abbiano innovato (acquisizioni a parte).

    La recessione ha i volti delle tante aziende che hanno deciso di scappare col malloppo invece di fermarsi ed investire tempo e denaro nell’innovazione. E’ quello che succede quando si antepongono i profitti ai prodotti. I guadagni alle persone.

    Steve Jobs

    Steve Jobs

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  • Emiliano 11:57 pm on 10 May 2009 Permalink | Rispondi
    Tags: , , iPod, Microsoft, , Sony   

    Classifica dei 100 brand più sociali 

    Intendiamoci… si tratta dei brand più discussi nei social network. Microsoft e Sony hanno 2 brand fra le prime 15 posizioni. Apple ha l’iPhone al n° 1, l’iPod al n° 7 e il proprio corporate brand al n° 3 ;-)

    Vitrue top social brands 2008

    Vitrue top social brands 2008

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  • Emiliano 12:14 am on 8 May 2009 Permalink | Rispondi
    Tags: licenziamenti Microsoft, Microsoft,   

    The Microsoft job, final cut 

    Steve passa alla fase 2. Bisogna capirlo… sta mettendo da parte per fare la spesa a Sunnyvale.

    Leggi la comunicazione ufficiale (via All Things Digital).

    From: Steve Ballmer
    Sent: Tuesday, May 05, 2009 5:43 AM
    To: Microsoft – All Employees (QBDG)
    Subject: Update: Realigning Resources and Reducing Costs

    In January, in response to the global economic downturn, I announced our plan to adjust the company’s cost structure through spending reductions and job eliminations. Today, we are implementing the second phase of this plan.

    This is difficult news to share. Because our success at Microsoft has always been the direct result of the talent, hard work, and commitment of our people, eliminating positions is hard.

    Today’s action includes positions in the United States and in a number of countries around the world. In the U.S., affected employees will be notified directly by their managers today. In other countries, local leadership teams will provide more specific information about the impact to their organizations. (Continua…)

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  • Emiliano 9:33 pm on 13 April 2009 Permalink | Rispondi
    Tags: , Internet, , Microsoft, , , , ,   

    Microhoo: l’elefante partorisce il topolino? 

    Microhoo

    Microhoo

    Nuove trattative in corso.

    They have centered on ways for the companies to pool their advertising efforts, including a possible partnership under which Microsoft would sell search ads for Yahoo, and Yahoo, in turn, would sell display ads on Microsoft properties.

    Alcune considerazioni. (Continua…)

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  • Emiliano 12:38 am on 8 April 2009 Permalink | Rispondi
    Tags: , , Microsoft, ,   

    Perché Microsoft dovrebbe comprare Twitter 

    Massimo qualche tempo fa ipotizzava (o auspicava) l’acquisizione di Facebook da parte di Microsoft. Sarebbe qui, non in Yahoo, la chiave per contrastare Google.

    Se Facebook diventasse un social engine, allora la mossa sarebbe azzeccatissima. Il discorso però è che Facebook non si presta molto ad essere usato per cercare. La navigazione, infatti, assomiglia molto di più a quella di un forum (con topic, post e profili) e la ricerca viene relegata ad un ruolo meramente accessorio (minuscolo box di ricerca in alto a destra).

    Gli strumenti principe di Facebook sono: l’endorsement (Tizio pensa che tu possa conoscere Caio), l’introduction (Sempronio ti ha fatto una richiesta di amicizia) e la suggestion (Persone che potresti conoscere). Insomma, la ricerca è veramente un’attività marginale su FB.

    Diverso il discorso Twitter. All’inizio sembra frutto della smania di essere “always on”, strumento per geek incalliti e maniaci del Web 2.0. Ma la prospettiva cambia nel luglio 2008, quando Twitter acquisisce Summize, servizio che consente agli utenti (anche non iscritti) di ricercare fra i tweets, oltre a fornire statistiche sulle hot trends. (Continua…)

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    • Massimo Moruzzi 6:27 am on 8 aprile 2009 Permalink

      Ciao Emiliano,
      non ci sono dubbi: Microsoft dovrebbe provare a comprare (anche ) twitter, se non altro per dare fastidio a Google. E Friendfeed. Ma c’è un problema: entrambe le società sono in mano a ex-Google. Ed è anche esattamente questo, che intendo quando dico che MSFT ormai conta poco: non sono ex-MSFT, ma ex-Google a lanciare i servizi più innovativi, ormai…

    • Emiliano 1:24 pm on 8 aprile 2009 Permalink

      C’è solo da sperare che gli ex (come molti d’altronde) abbiano talmente in odio Google, da voler vendere al public enemy. Basti citare ad esempio il caso Bowman ;-)

    • web copywriter 8:48 pm on 12 aprile 2009 Permalink

      Scusate ma non ho capito una cosa: anche se Twitter è sicuramente uno strumento potentissimo e può costituire davvero il primo esempio di social search, mi pare che ancora non abbia un modello di business solido, nè credo che Microsoft (al contrario di Google) abbia le idee chiare su che cosa farci dopo una eventuale acquisizione. Sbaglio?

    • Emiliano 12:03 am on 14 aprile 2009 Permalink

      Ciao Alex, un modello di biz che Twitter sta testando è quello delle text ads a rev sharing con gli utenti. Leggi qui. Ad ogni modo secondo me il biz avverrà prevalentemente sul sito search.twitter.com e sarà simile a quello che fa Google con AdWords.

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