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  • Emiliano 12:56 am on 29 June 2009 Permalink | Rispondi
    Tags: , elezioni Iran, link distributor, mass socialization, Michael Jackson, , retweet, social information filter, Techrunch,   

    Le tre vocazioni di Twitter 

    1) Social information filter & link distributor. In pratica leggo un pagina web (che sia un post, un articolo, una pagina statica) e la ripropongo ai miei followers. Nel caso di Techrunch i retweets costituiscono ad oggi il 9,7% del traffico totale (Google rappresenta il 32%).

    2) Citizen journalism. Quello che sta accadendo in Iran ne è la prova più eclatante. I mezzi di informazione vengono controllati o addirittura soppressi (come nel caso della BBC) dal regime e Twitter si sostituisce ai mass media, veicolando al mondo informazioni in tempo reale.

    3) Mass socialization. Si rumoreggia della morte di Michael Jackson e inizia il tam tam dei twitterers. Quando la morte del “re del pop” viene confermata (stavolta da un media tradizionale, il LA Times), ecco partire da ogni parte del globo tributi in memoria di un cantante che, al pari di Elvis e dei Beatles, ha fatto la storia della musica. Più del 30% dei tweets includono parole come “Michael Jackson”, “MJ” e “Michael”. In sostanza avviene una socializzazione di massa attorno ad un evento mediatico.

    Secondo me l’essenza di Twitter è racchiusa in queste tre vocazioni. Se sapranno realizzare un’adeguata tecnologia di ricerca (con i retweets a fungere da Page Rank), allora avremo davvero il nuovo Google.

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  • Emiliano 5:34 pm on 26 June 2009 Permalink | Rispondi
    Tags: Michael Jackson, , re del pop   

    Se ne va il re del pop 

    Sono scioccato. Musicalmente parlando, sono cresciuto con Michael Jackson e quando ho appreso della sua morte, son passato dall’incredulità alla constatazione dell’inevitabilità dell’evento.

    Inevitabile perché Michael ha fatto di tutto e di più per rovinarsi una vita che, altrimenti, avrebbe potuto definirsi perfetta. Continui (inutili) interventi chirurgici, medicine, vicissitudini giudiziarie, turbe psichiche. Di fronte a tutto questo, anche arrivare a 50 anni sembra un traguardo invidiabile.

    Incredulo perché Michael Jackson fa parte della ristretta cerchia di personaggi che si pensa non debbano morire mai. Li si dà semplicemente per scontati. Stanno lì, nella loro realtà (o prigione?) dorata, a guardare noi comuni mortali dall’alto della loro fama e insieme della loro solitudine.

    Da bambino è stato il mio mito: sapeva ballare e cantare come nessun altro. Da adulto ho compreso che dietro all’immagine scintillante da semidio che si mostrava in pubblico con gli occhiali scuri e i guanti per schermarsi dalle volgarità mondane si nascondeva un uomo in carne ed ossa: estremamente debole, pieno di problemi, di insicurezze, di inquietudini.

    Eppure, fra mito e realtà, per me Michael Jackson resta sempre il re del pop.

    Mi auguro solo che ora possa trovare finalmente la pace.

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    • M. 8:55 am on 29 giugno 2009 Permalink

      sicuramente trova la pace. ora è concime per fiori.

    • Emiliano 6:39 pm on 29 giugno 2009 Permalink

      E’ una battuta o una constatazione? Se è una battuta, è di pessimo gusto. Se è una constatazione, mi limito a ricordarti che presto o tardi (mi auguro il più tardi possibile) sarai concime per fiori anche tu. Se c’è una cosa certa nella vita è proprio la legge della polvere (o del concime, se ti piace di più).

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