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  • Emiliano 11:24 pm on 17 April 2010 Permalink | Rispondi
    Tags: , , Google AdWords,   

    AdWords aggiunge l’iPad targeting 

    Attorno all’iPad c’è stato e continua ad esserci molto scetticismo, soprattutto fra chi si aspettava l’ennesima rivoluzione tecnologica firmata Steve Jobs. Se da una parte lo scetticismo è comprensibile (e ve lo dice un Apple fan), dall’altra una cosa è innegabile: l’iPad è destinato a rivoluzionare il modo di fruire i contenuti multimediali, dai video alla musica, dai giornali online ai libri. L’avesse visto McLuhan, avrebbe trovato la perfetta incarnazione della sua celebre tesi “il mezzo è il messaggio”.

    Anche Google deve essere persuaso di tutto ciò, dal momento che dopo appena qualche settimana dal lancio ufficiale ha inserito l’iPad fra i dispositivi mobili disponibili nel targeting di AdWords. Ecco come si presenta l’opzione nel pannello.

    iPad Targeting

    iPad Targeting

    Se non avete particolari preclusioni, il consiglio è di optare per tutti i dispositivi disponibili. Se invece vi sentite particolarmente “confident”, allora potete scegliere di customizzare tanto il dispositivo quanto l’operatore.

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  • Emiliano 7:22 pm on 5 April 2010 Permalink | Rispondi
    Tags: Google ad innovations, Google AdWords, remarketing   

    Le innovazioni pubblicitarie di Google 

    Se volete essere informati sulle ultime tecnologie pubblicitarie by Google, aggiungete Google ad innovations ai vostri preferiti. Fra le novità più interessanti da provare vi segnalo:

    • Remarketing. Vi dà la possibilità di mostrare nuovamente il vostro annuncio AdWords ad un utente che ha già visitato il vostro sito e che si trovi all’interno di un sito appartenente alla rete di contenuti di Google.
    • AdWords Search Funnels. Una serie di report molto interessanti che vi aiuteranno a capire il comportamento che conduce un utente dal click alla conversione.

    Tenetelo d’occhio ;-)

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  • Emiliano 9:34 pm on 15 June 2009 Permalink | Rispondi
    Tags: , , , Google AdWords, , , Seth Godin   

    Cosa significa Bing? 

    But It’s Not Google

    Come dire: Google può perdere solo contro se stesso. Alcuni motivi:

    1. Google è diventato sinonimo di ricerca. Al punto che in inglese “to google” non significa semplicemente “cercare su Google”, ma più genericamente “cercare in Rete” (che tu lo faccia su Bing poco importa: you google anyway).
    2. Google è leader assoluto di mercato: difficile batterlo sul tuo stesso campo. Quello che Microsoft può fare, non senza ingenti investimenti di marketing, è rosicchiare un po’ di market share.
    3. Anche ammesso e non concesso che Bing riesca a far proseliti, la monetizzazione potrebbe non essere all’altezza del prodotto in sé. Sarà in grado la società di Redmond di costruire un sistema realmente alternativo a Google AdWords? E quanto tempo ci vorrà per costruire una Rete pari a quella di AdSense? E Google nel frattempo resterà forse a guardare?

    Se quello che dice John Battelle è giusto (Microsoft sta cercando di costruire una search application che aiuti la gente a decidere in modo assolutamente nuovo), allora probabilmente la società di Redmond avrà le sue carte da giocarsi. Ma in fondo credo che abbia ragione Seth Godin:

    If Microsoft adds a few features and they prove popular, how long precisely will it take Google to mirror or even leapfrog those features?

    Il segreto, dunque, è di costruire qualcosa di realmente nuovo. Per dirla con Seth Godin, something remarkable.

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  • Emiliano 9:13 pm on 2 June 2009 Permalink | Rispondi
    Tags: consigli AdWords, Google AdWords, strategie AdWords, trucchi AdWords   

    AdWords: come difendersi dalla crisi e… da Google 

    Su Inside AdWords è stata pubblicata la lista delle tattiche anticrisi. Le commento sotto e aggiungo qualche osservazione, spero, non troppo irriverente nei confronti di sua maestà Google.

    Focus your ads on low prices and savings.
    Inserire nell’annuncio prezzi bassi e sconti aiuta senz’altro, ma non scordare di guardare cosa fa la concorrenza. Se tutti usano la medesima tattica, sarà difficile farsi notare. Qualche anno fa, quando è stato introdotto il keyword insertion tool, tutti ne facevano uso e di conseguenza tutti gli annunci erano uguali. Allo stesso modo, se tutti usano sconti e promozioni, dovrai trovare il modo di farti sentire in mezzo al rumore.

    Use value-related keywords.
    Una keyword che abbia valore deve contenere termini che attraggono l’attenzione degli utenti. La solita storia: sconti, coupon, risparmi, ecc. Ma non basta. Gli utenti iniziano ad avere sempre più dimestichezza con i motori, al punto che le keywords composte da 2 e 3 termini costituiscono oggi la maggior parte delle ricerche degli utenti (il 59% circa). Ergo: cerca di declinare la keyword e non limitarti ad inserire parole chiave generiche per poi far fare il lavoro al broad match di Google.

    Make sure your ad groups are targeted and relevant.
    Fare un annuncio che parla di scarpe da tennis e scarpe da basket insieme potrebbe non essere performante non solo in termini di conversione, ma anche di CTR. Meglio dunque targetizzare il prodotto da promuovere: quindi un gruppo sulle scarpe da tennis e uno sulle scarpe da basket. Poi… prega l’algoritmo di Google e spera di non avere problemi di Landing Page Quality. Mi è capitato di avere a che fare con le campagne di un hotel (non un sito affiliato, ma un hotel vero e proprio!) che Google aveva etichettato come “poor” perché la landing page non era considerata di qualità. Vuoi sapere che c’era sulla LP? Il motore di prenotazione. Forse Google pensava che l’utente volesse trovare qualcos’altro?

    Don’t waste money on irrelevant clicks.
    Un ovvio invito ad evitare sprechi su keywords che non generano conversioni. Il che significa che devi usare bene il negative match. E incrocia le dita affinché il broad match di Google (moooolto broad) non associ il tuo annuncio a keywords che hanno ben poco (se non nulla) a che vedere col tuo business. A volte succede.

    Make it easy for customers to buy.
    Certo. Se vendi qualcosa, fai in modo che l’utente possa acquistare ad un click, massimo due, dalla landing page. A Google però suggerirei: make it easy for advertisers to understand how your auction works.

    Focus your money on your high-performers.
    Concentrati su ciò che funziona meglio. Se proprio ci sono prodotti che non riesci a vendere, segui i consigli di cui sopra e, se non funziona, interrogati sulla strategia commerciale che stai adottando. In questo caso non ho ulteriori commenti, dal momento che, almeno da questo punto di vista, Google sta dalla tua stessa parte: più tu vendi, più lui guadagna.

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