Tagged: Google RSS

  • Emiliano 12:17 pm on 14 July 2010 Permalink | Rispondi
    Tags: , Google, Google me, Paul Adams,   

    Vorrei essere un social network 

    In effetti a Google piacerebbe molto. Ci ha provato, fallendo, un paio di volte con Orkut e Buzz, ma è evidente che a Mountain View proliferano i guru del search e scarseggiano i visionari dei social media. Così, di tanto in tanto, quest’ambizione repressa fa capolino, prendendo le forme e i nomi più improbabili. Stavolta si chiama (così si vocifera) Google me e promette di fare concorrenza nientemeno che a Facebook.

    Il punto di partenza di Google, però, stavolta sembra interessante. In una recente presentazione il googler Paul Adams sostiene che i social media hanno cambiato il nostro modo di interagire con le persone, ma pongono un problema fondamentale: finiscono per collegarci con un unico e indistinto gruppo di amici. Provate a vedere il mio profilo su Facebook. Apparentemente ho una vagonata di amici, cosa ovviamente impossibile nella vita reale. La verità è che ci sono diversi gruppi di persone con cui ho avuto o ho tuttora relazioni, a seconda dei miei interessi e delle mie esperienze di vita: compagni di scuola, colleghi di università, familiari, conoscenze, ecc.

    Possiamo dividere questi gruppi in due macro categorie: legami forti e legami deboli. I legami forti sono quelli di cui ci importa, il cosiddetto “cerchio della fiducia”. Parliamo di non più di 2-6 persone. I legami deboli sono quelli di cui non ci importa molto. Secondo alcuni studi, il nostro cervello riesce a gestire non più di 150 legami deboli. Esiste poi una terza categoria: quella dei legami temporanei. Sono i legami più comuni sul web, si basano sulla fiducia e si costruiscono come risposta ad un bisogno particolare. I social network, in particolare Facebook, tendono a disegnare strutture relazionali che vadano bene per ogni tipo di rapporto. Così facendo finiscono per proporre una soluzione di compromesso.

    Un altro problema è costituito da come vengono gestite le informazioni personali. La privacy viene sottovalutata per ignoranza e perché è spesso difficile operare all’interno dei complicati settings che ne regolano il livello. In questo modo gli utenti perdono il controllo e rischiano di far conoscere più di quello che vorrebbero.

    Tali questioni rappresentano un forte limite per i social networks. Ed è qui che entra in gioco Google me. L’idea della Big G è di realizzare una piattaforma che consenta agli utenti di:

    1. gestire gruppi multipli di persone
    2. gestire diverse tipologie di relazioni
    3. targetizzare la comunicazione a seconda del gruppo di persone e della tipologia di relazione

    Il nuovo Facebook è alle porte?

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  • Emiliano 8:37 pm on 30 May 2010 Permalink | Rispondi
    Tags: , Google, , , Nasdaq, OS4,   

    Apple supera Microsoft 


    Steve Jobs presenta l'iPad

    Steve Jobs presenta l'iPad

    Questa l’ho letta solo ora, ma val la pena condividerla. Alla chiusura della borsa americana, mercoledì scorso, Apple ha fatto registrare una capitalizzazione di 222 miliardi di dollari, superando così per la prima volta Microsoft, che si è fermata a 219 miliardi. Più staccata Google, con 151 miliardi di capitalizzazione.

    Sulla scia del successo ottenuto con l’iPad (alla faccia dei detrattori) e in attesa del lancio del nuovo sistema operativo per iPhone (l’OS4), Steve Jobs ha messo la freccia e assestato un bel colpo alla concorrenza. Ad oggi Apple è, dopo Exxon Mobil, la società che vale di più nel Nasdaq :-)

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  • Emiliano 5:59 pm on 26 May 2010 Permalink | Rispondi
    Tags: Google, , , , SERP   

    Il valore delle prime posizioni di Google 

    Interessante post sul blog di Chitika che mette in evidenza quanto sia fondamentale posizionarsi nei primissimi posti della SERP. Lapalissiano, forse, ma sicuramente interessante ;-)

    Traffic by Google Result

    Traffic by Google Result

    Il primo risultato attira il 34-35% dei clic, quasi come i risultati compresi fra la seconda e la quinta posizione messi insieme!!!

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  • Emiliano 3:18 am on 26 May 2010 Permalink | Rispondi
    Tags: Carol Bartz, Google, Michael Arrington,   

    Perché Yahoo non capirà mai Google 

    Minuto 19:15

    Google is 90% search. That’s a fact.
    (Carol Bartz)

    E’ evidente che il CEO di Yahoo non comprende (né comprenderà mai a questo punto) il suo maggiore competitor.

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  • Emiliano 1:52 am on 25 May 2010 Permalink | Rispondi
    Tags: AdSense for Content, AdSense for Search, Google, , revenue share,   

    AdSense: rivelata la revenue share 

    Era nell’aria da qualche giorno e finalmente è stato ufficializzato: Google garantisce ai suoi partner una revenue share pari al 68% per AdSense for Content51% per AdSense for Search.

    Per quanto riguarda AfC il dato è in linea con quanto mi aspettavo.

    Per quanto concerne AfS, francamente pensavo che Google cedesse qualcosina in più. A prima vista in alcuni mercati come la Francia e il Regno Unito quasi quasi conviene affidarsi a Yahoo Search Marketing, con revenue share che oscillano mediamente fra il 55% e il 75%. La verità, però, è che Google presenta una coverage che Yahoo non riesce ad offrire ai suoi partner, pertanto è importante non soffermarsi superficialmente sullo split in percentuale, ma sul valore assoluto delle revenue.

    Altra cosa da tenere in considerazione: le revenue share rivelate da Google sono quelle del servizio self service, accessibile online a chiunque abbia un sito web compliant con le guidelines di AdSense. Per i partner diretti è tutta un’altra storia ;-)

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  • Emiliano 11:24 pm on 17 April 2010 Permalink | Rispondi
    Tags: , Google, ,   

    AdWords aggiunge l’iPad targeting 

    Attorno all’iPad c’è stato e continua ad esserci molto scetticismo, soprattutto fra chi si aspettava l’ennesima rivoluzione tecnologica firmata Steve Jobs. Se da una parte lo scetticismo è comprensibile (e ve lo dice un Apple fan), dall’altra una cosa è innegabile: l’iPad è destinato a rivoluzionare il modo di fruire i contenuti multimediali, dai video alla musica, dai giornali online ai libri. L’avesse visto McLuhan, avrebbe trovato la perfetta incarnazione della sua celebre tesi “il mezzo è il messaggio”.

    Anche Google deve essere persuaso di tutto ciò, dal momento che dopo appena qualche settimana dal lancio ufficiale ha inserito l’iPad fra i dispositivi mobili disponibili nel targeting di AdWords. Ecco come si presenta l’opzione nel pannello.

    iPad Targeting

    iPad Targeting

    Se non avete particolari preclusioni, il consiglio è di optare per tutti i dispositivi disponibili. Se invece vi sentite particolarmente “confident”, allora potete scegliere di customizzare tanto il dispositivo quanto l’operatore.

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  • Emiliano 8:05 pm on 16 April 2010 Permalink | Rispondi
    Tags: Colosseo, Google, settimana della cultura   

    Google celebra la settimana della cultura col Colosseo 

    Il Colosseo su Google

    Il Colosseo su Google

    Dal 16 al 25 aprile in Italia si festeggia la settimana della cultura. Anche Google, a modo suo, ne parla immortalando il Colosseo sul proprio logo. Da romano non posso che giudicarlo bellissimo ;-)

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  • Emiliano 1:36 am on 29 January 2010 Permalink | Rispondi
    Tags: Google, , , risultati Google Q4 2009   

    Google cresce… a scapito dei publisher AdSense? 

    Ci risiamo. Dopo aver comunicato gli ottimi risultati dell’ultimo trimestre 2009, di nuovo si insinua l’ipotesi che Google giochi con il revenue share dei publisher AdSense.

    Google TAC 2009

    Dal 75% al 72% è un calo di tutto rispetto. Considerando che il net income di Google nel Q4 è stato di $1,97 miliardi, le revenue di $6,67 miliardi e i TAC (Traffic Acquisition Costs) di $1,72 miliardi, è ovvio che anche pochi punti percentuali “rosicchiati” fanno una bella differenza ;-)

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  • Emiliano 1:07 am on 10 November 2009 Permalink | Rispondi
    Tags: AdMob, display mobile advertising, Google, Omar Hamoui   

    Google acquisisce AdMob 

    Alla modica (per Google) cifra di 750 milioni di dollari, la società di Mountain View acquisisce AdMob e completa la sua offerta pubblicitaria mobile attualmente costituita da AdSense for Mobile Applications.

    Con AdMob, Google diventa il provider principale di mobile display advertising, scalzando Millennial Media (45,6 milioni di UU mensili) e Yahoo (36,1 milioni di UU mensili). La reach del network di Google + AdMob arriva infatti a 57,6 milioni di UU mensili.

    Qui trovi il comunicato stampa e una video intervista al CEO di AdMob, Omar Hamoui.

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  • Emiliano 11:50 pm on 6 November 2009 Permalink | Rispondi
    Tags: AdSense for domains, AdSense per i domini, Google,   

    Google AdSense for domains 

    Giuro che non lo sapevo. Vagando per la rete, ho trovato questa pagina. In pratica Google ti spiega come guadagnare dal domain parking usando AdSense. La cosa bella è che nello screenshot proposto qui la pagina non presenta nemmeno la canonica scritta “Ads by Google”. Per la serie: i soldi son soldi, ma la faccia non ce la metto mica…

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