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	<title>Emiliano Carlucci&#039;s Blog &#187; Facebook</title>
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	<description>Internet, Technology and Random Thoughts</description>
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		<title>Vorrei essere un social network</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Jul 2010 10:17:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emiliano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Social Network]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[Google me]]></category>
		<category><![CDATA[Paul Adams]]></category>

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		<description><![CDATA[In effetti a Google piacerebbe molto. Ci ha provato, fallendo, un paio di volte con Orkut e Buzz, ma è evidente che a Mountain View proliferano i guru del search e scarseggiano i visionari dei social media. Così, di tanto in tanto, quest&#8217;ambizione repressa fa capolino, prendendo le forme e i nomi più improbabili. Stavolta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In effetti a Google piacerebbe molto. Ci ha provato, fallendo, un paio di volte con <strong>Orkut</strong> e <strong>Buzz</strong>, ma è evidente che a Mountain View proliferano i guru del search e scarseggiano i visionari dei social media. Così, di tanto in tanto, quest&#8217;ambizione repressa fa capolino, prendendo le forme e i nomi più improbabili. Stavolta si chiama (così si vocifera) <a href="http://news.cnet.com/8301-30684_3-20009159-265.html" target="_blank">Google me</a> e promette di fare concorrenza nientemeno che a Facebook.</p>
<p>Il punto di partenza di Google, però, stavolta sembra interessante. In una <a href="http://www.slideshare.net/padday/the-real-life-social-network-v2" target="_blank">recente presentazione</a> il googler <strong>Paul Adams</strong> sostiene che i social media hanno cambiato <strong>il nostro modo di interagire con le persone</strong>, ma pongono un problema fondamentale: finiscono per collegarci con <strong>un unico e indistinto gruppo di amici</strong>. Provate a vedere il <a href="http://www.facebook.com/emiliano.carlucci" target="_blank">mio profilo su Facebook</a>. Apparentemente ho una vagonata di amici, cosa ovviamente impossibile nella vita reale. La verità è che ci sono diversi gruppi di persone con cui ho avuto o ho tuttora relazioni, a seconda dei miei interessi e delle mie esperienze di vita: compagni di scuola, colleghi di università, familiari, conoscenze, ecc.</p>
<p>Possiamo dividere questi gruppi in due macro categorie: <strong>legami forti</strong> e <strong>legami deboli</strong>. I legami forti sono quelli di cui ci importa, il cosiddetto &#8220;cerchio della fiducia&#8221;. Parliamo di non più di 2-6 persone. I legami deboli sono quelli di cui non ci importa molto. Secondo alcuni studi, il nostro cervello riesce a gestire non più di 150 legami deboli. Esiste poi una terza categoria: quella dei <strong>legami temporanei</strong>. Sono i legami più comuni sul web, si basano sulla fiducia e si costruiscono come risposta ad un bisogno particolare. I social network, in particolare Facebook, tendono a disegnare strutture relazionali che vadano bene per ogni tipo di rapporto. Così facendo finiscono per proporre una <strong>soluzione di compromesso</strong>.</p>
<p>Un altro problema è costituito da come vengono gestite le informazioni personali. La <strong>privacy</strong> viene sottovalutata per ignoranza e perché è spesso difficile operare all&#8217;interno dei <strong>complicati settings</strong> che ne regolano il livello. In questo modo gli utenti <strong>perdono il controllo</strong> e rischiano di far conoscere più di quello che vorrebbero.</p>
<p>Tali questioni rappresentano un forte limite per i social networks. Ed è qui che entra in gioco <strong>Google me</strong>. L&#8217;idea della Big G è di realizzare una piattaforma che consenta agli utenti di:</p>
<ol>
<li>gestire gruppi multipli di persone</li>
<li>gestire diverse tipologie di relazioni</li>
<li>targetizzare la comunicazione a seconda del gruppo di persone e della tipologia di relazione</li>
</ol>
<p>Il nuovo Facebook è alle porte?</p>
<p><img style="visibility: hidden; width: 0px; height: 0px;" src="http://counters.gigya.com/wildfire/IMP/CXNID=2000002.0NXC/bT*xJmx*PTEyNzg5Mzk2MTAzNjgmcHQ9MTI3ODkzOTYxNTM2MyZwPTEwMTkxJmQ9V*ZfZW1iZWRfZG9jdW1lbnQmZz*yJm89ODZi/YjE4YjRkYzQ4NGVhNThiNmFjNGFmZDc4ODBkYTAmb2Y9MA==.gif" border="0" alt="" width="0" height="0" /></p>
<div id="__ss_4656436" style="width: 477px;"><strong><a title="The Real Life Social Network v2" href="http://www.slideshare.net/padday/the-real-life-social-network-v2">The Real Life Social Network v2</a></strong><object id="__sse4656436" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="477" height="510" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="FlashVars" value="gig_lt=1278939610368&amp;gig_pt=1278939615363&amp;gig_g=2" /><param name="src" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/doc_player.swf?doc=vtm2010-100701010846-phpapp01&amp;stripped_title=the-real-life-social-network-v2" /><param name="name" value="__sse4656436" /><param name="flashvars" value="gig_lt=1278939610368&amp;gig_pt=1278939615363&amp;gig_g=2" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed id="__sse4656436" type="application/x-shockwave-flash" width="477" height="510" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/doc_player.swf?doc=vtm2010-100701010846-phpapp01&amp;stripped_title=the-real-life-social-network-v2" name="__sse4656436" flashvars="gig_lt=1278939610368&amp;gig_pt=1278939615363&amp;gig_g=2" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<div style="padding: 5px 0 12px;">View more <a href="http://www.slideshare.net/">documents</a> from <a href="http://www.slideshare.net/padday">Paul Adams</a>.</div>
</div><p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fwww.emilianocarlucci.com%2Fvorrei-essere-un-social-network&amp;linkname=Vorrei%20essere%20un%20social%20network"><img src="http://www.emilianocarlucci.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Facebook: che scoperta!</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Jan 2010 14:00:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emiliano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Social Network]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[social marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[Francamente non conoscevo Facebook come strumento di promozione. Poi, quasi per scherzo, ho provato a creare un gruppo su un calciatore (Francesco Totti). In un paio di settimane gli iscritti si aggiravano attorno alla trentina. Dopodiché, spinto anche da una specie di scommessa lanciata dall&#8217;amico Giuseppe (juventino e fan sfegatato di Del Piero), ho provato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Francamente non conoscevo Facebook come strumento di promozione. Poi, quasi per scherzo, ho provato a creare un gruppo su un calciatore (Francesco Totti). In un paio di settimane gli iscritti si aggiravano attorno alla trentina. Dopodiché, spinto anche da una specie di scommessa lanciata dall&#8217;amico Giuseppe (juventino e fan sfegatato di Del Piero), ho provato ad attivare una campagna su Facebook per promuovere il neonato gruppo.</p>
<p>In quattro giorni, questi i risultati:</p>
<p>1.321 clicks<br />
CTR medio 0,18%<br />
CPC medio 0,02<br />
CPM medio 0,03<br />
740 iscritti</p>
<p>Vero che l&#8217;argomento si presta particolarmente all&#8217;iniziativa. Vero che si tratta di promuovere qualcosa di interno a FB (probabilmente sarebbe stato diverso se avessi promosso un sito, un blog o una community esterna a Facebook. Ciononostante non mi aspettavo queste performance e devo ricredermi molto sull&#8217;efficacia dello strumento.</p>
<p>Come funziona? Setti un budget giornaliero, un CPM o un CPC e alcune keyword (che riflettono gli interessi che gli utenti esprimono nel loro profilo). Scrivi l&#8217;annuncio e&#8230; VIA!</p>
<p>Credo che Facebook possa essere un ottimo strumento di promozione non tanto in un&#8217;ottica di advertising diretto (vedo l&#8217;annuncio in linea con i miei interessi, ci clicco e finisco sul sito di destinazione). In questo caso i motori di ricerca, IMHO, sono inarrivabili (o quasi). Secondo me Facebook diventa molto efficace se viene usato per lanciare e promuovere iniziative interne a Facebook stesso, che poi, direttamente o indirettamente, si richiamino a siti, blog o community esterne. In sostanza Facebook costituirebbe un ottimo indotto per il sito di destinazione finale.</p><p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fwww.emilianocarlucci.com%2Ffacebook-che-scoperta&amp;linkname=Facebook%3A%20che%20scoperta%21"><img src="http://www.emilianocarlucci.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Facebook, cosa vuoi fare da grande?</title>
		<link>http://www.emilianocarlucci.com/facebook-cosa-vuoi-fare-da-grande</link>
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		<pubDate>Mon, 29 Jun 2009 21:54:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emiliano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Social Network]]></category>
		<category><![CDATA[antigoogle]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook vs Google]]></category>
		<category><![CDATA[Twitter]]></category>

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		<description><![CDATA[Interessante post di John Battelle, secondo il quale Facebook sarebbe il vero anti-Google, non Twitter. Fra i vari motivi, uno in particolare: il fatto che Facebook, a differenza di Twitter, non lascia spiderizzare i propri contenuti.
In fact, I&#8217;d argue that the right thing to do is to make just about everything possible available to Google [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Interessante <a href="http://battellemedia.com/archives/004949.php" target="_blank">post</a> di John Battelle, secondo il quale Facebook sarebbe il vero anti-Google, non Twitter. Fra i vari motivi, uno in particolare: il fatto che Facebook, a differenza di Twitter, <strong>non lascia spiderizzare i propri contenuti</strong>.</p>
<blockquote><p>In fact, I&#8217;d argue that the right thing to do is to make just about everything possible available to Google to crawl, then sit back and watch while Google struggles with whether or not to &#8220;organize it and make it universally available.&#8221; A regular damned if you do, damned if you don&#8217;t scenario, that&#8230;.</p>
<p>For an example of what I mean, look no further than Twitter. That service makes every single tweet available as a crawlable resource. And Google certainly is crawling Twitter pages, but the key thing to watch is whether the service is surfacing &#8220;superfresh&#8221; results when the query merits it. So far, the answer is a definitive NO.</p>
<p>Why?</p>
<p>Well, perhaps I&#8217;m being cynical, but I think it&#8217;s because Google doesn&#8217;t want to push massive value and traffic to Twitter without a business deal in place where it gets to monetize those real time results.</p>
<p>Is that &#8220;organizing the world&#8217;s information and making it universally available?&#8221; Well, no. At least, not yet.</p></blockquote>
<p>Ogni mese gli utenti di Facebook postano <strong>4 miliardi </strong>di informazioni (news, aggiornamenti di stato, compleanni, ecc.), caricano <strong>850 milioni</strong> di foto e <strong>8 milioni</strong> di video. Praticamente una seconda Internet. Impedendo a Google di indicizzare questi contenuti, di fatto Facebook si pone come possibile anti-Google. A differenza di Twitter, col quale (secondo Battelle) Google finirà col trovare un accordo.</p>
<p>Staremo a vedere&#8230;</p><p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fwww.emilianocarlucci.com%2Ffacebook-cosa-vuoi-fare-da-grande&amp;linkname=Facebook%2C%20cosa%20vuoi%20fare%20da%20grande%3F"><img src="http://www.emilianocarlucci.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>E se la vita fosse come Facebook?</title>
		<link>http://www.emilianocarlucci.com/e-se-la-vita-fosse-come-facebook</link>
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		<pubDate>Thu, 28 May 2009 21:28:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emiliano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Social Network]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>

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		<description><![CDATA[Bellissimo!
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bellissimo!</p>
<p><object width="425" height="340" data="http://www.youtube.com/v/WaCF2TPKWJE&amp;hl=it&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/WaCF2TPKWJE&amp;hl=it&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p><p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fwww.emilianocarlucci.com%2Fe-se-la-vita-fosse-come-facebook&amp;linkname=E%20se%20la%20vita%20fosse%20come%20Facebook%3F"><img src="http://www.emilianocarlucci.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		<title>Perché Microsoft dovrebbe comprare Twitter</title>
		<link>http://www.emilianocarlucci.com/perche-microsoft-dovrebbe-comprare-twitter</link>
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		<pubDate>Tue, 07 Apr 2009 22:38:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emiliano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet Economy]]></category>
		<category><![CDATA[Social Network]]></category>
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		<category><![CDATA[Microsoft]]></category>
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		<description><![CDATA[Massimo qualche tempo fa ipotizzava (o auspicava) l&#8217;acquisizione di Facebook da parte di Microsoft. Sarebbe qui, non in Yahoo, la chiave per contrastare Google.
Se Facebook diventasse un social engine, allora la mossa sarebbe azzeccatissima. Il discorso però è che Facebook non si presta molto ad essere usato per cercare. La navigazione, infatti, assomiglia molto di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.dotcoma.it/2009/03/31/domani_microsoft_compra_facebook.html" target="_blank">Massimo</a> qualche tempo fa ipotizzava (o auspicava) l&#8217;<strong>acquisizione di Facebook da parte di Microsoft</strong>. Sarebbe qui, non in Yahoo, la chiave per contrastare Google.</p>
<p>Se Facebook diventasse un <strong>social engine</strong>, allora la mossa sarebbe azzeccatissima. Il discorso però è che Facebook non si presta molto ad essere usato per cercare. La navigazione, infatti, assomiglia molto di più a quella di un <strong>forum</strong> (con topic, post e profili) e la <strong>ricerca</strong> viene relegata ad un <strong>ruolo meramente accessorio</strong> (minuscolo box di ricerca in alto a destra).</p>
<p>Gli strumenti principe di Facebook sono: l&#8217;<strong>endorsement</strong> (Tizio pensa che tu possa conoscere Caio), l&#8217;<strong>introduction</strong> (Sempronio ti ha fatto una richiesta di amicizia) e la <strong>suggestion</strong> (Persone che potresti conoscere). Insomma, la ricerca è veramente un&#8217;attività marginale su FB.</p>
<p>Diverso il discorso <strong>Twitter</strong>. All&#8217;inizio sembra frutto della smania di essere &#8220;always on&#8221;, strumento per geek incalliti e maniaci del Web 2.0. Ma la prospettiva cambia nel <strong>luglio 2008</strong>, quando Twitter acquisisce <strong>Summize</strong>, servizio che consente agli utenti (anche non iscritti) di <strong>ricercare fra i tweets</strong>, oltre a fornire statistiche sulle <strong>hot trends</strong>. <span id="more-52"></span></p>
<p>Così il valore aggiunto di Twitter, oggi, non è tanto leggere i deliri quotidiani dei tuoi amici o raccontare loro le prime cavolate che ti vengono in mente. No, ciò che rende Twitter diverso da Facebook al punto da renderlo un <strong>gustoso bocconcino per le fauci ingorde di Google</strong>, è la ricerca in tempo reale e il trending.</p>
<p>Questi due elementi hanno consentito a Twitter di diventare una fonte quasi più aggiornata di un&#8217;agenzia di stampa, ad esempio, nel caso del terremoto in Abruzzo.</p>
<p>E se guardiamo ai trends (in basso nella search page di Twitter), ci rendiamo conto della potenza dello strumento. Mentre scrivo uno degli hot tweet del momento è <a href="http://search.twitter.com/search?q=Vermont" target="_blank">Vermont</a>. Un&#8217;agenzia Ansa delle 19.26 (poche ore fa, dunque) riporta: <a href="http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/mondo/news/2009-04-07_107353123.html" target="_blank">USA &#8211; Vermont, sì a matrimoni gay</a>. Ricordo che già oggi pomeriggio (prima dunque che l&#8217;agenzia venisse pubblicata in Italia) il twit era lì&#8230;</p>
<p>Ecco perché se Microsoft vuole realmente competere con Google, deve acquisire Twitter. La <strong>social search in tempo reale</strong> è lì, a portata di qualche centinaio di milioni di dollari.</p><p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fwww.emilianocarlucci.com%2Fperche-microsoft-dovrebbe-comprare-twitter&amp;linkname=Perch%C3%A9%20Microsoft%20dovrebbe%20comprare%20Twitter"><img src="http://www.emilianocarlucci.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Il terremoto al tempo di Facebook e Twitter</title>
		<link>http://www.emilianocarlucci.com/il-terremoto-al-tempo-di-facebook-e-twitter</link>
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		<pubDate>Mon, 06 Apr 2009 11:24:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emiliano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Social Network]]></category>
		<category><![CDATA[citizen journalism]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[Gianluca Nicoletti]]></category>
		<category><![CDATA[melog 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[terremoto Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Twitter]]></category>

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		<description><![CDATA[Alle 3.30 mi sono svegliato di soprassalto per il terremoto. A Roma, com&#8217;è noto, il sisma è stato avvertito distintamente, per fortuna senza causare danni a cose e/o persone. Io e mia moglie aspettiamo qualche minuto che le scosse finiscano, indecisi se scendere o meno in strada. Poi, quando tutto sembra tornare tranquillo, accendiamo la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alle 3.30 mi sono svegliato di soprassalto per il <strong>terremoto</strong>. A Roma, com&#8217;è noto, il sisma è stato avvertito distintamente, per fortuna senza causare danni a cose e/o persone. Io e mia moglie aspettiamo qualche minuto che le scosse finiscano, indecisi se scendere o meno in strada. Poi, quando tutto sembra tornare tranquillo, <strong>accendiamo la TV</strong> e proviamo a dare un&#8217;occhiata al televideo. L&#8217;ultima notizia, che risale ad oltre un&#8217;ora addietro, parla di alcune scosse in Abruzzo, ma niente che possa far pensare al dramma che proprio in questo momento si sta vivendo a poche centinaia di chilometri dalla capitale.</p>
<p>Alle 8 accendo la TV e tocco con mano la <strong>tragedia</strong>. Allibito penso allo spavento di stanotte e realizzo che mi è andata bene. Mi preparo mestamente  e prendo la macchina per andare in ufficio. Come ogni mattina, accendo <a href="http://www.radio24.ilsole24ore.com/" target="_blank">Radio24</a> e ascolto la <strong>trasmissione di Giuliano Ferrara</strong>, interrotta ogni 10 minuti da flash di aggiornamento sulla situazione in Abruzzo: 15 vittime, poi 20, poi circa 30. Un bollettino di guerra. Il traffico è congestionato, passa il tempo e in radio tocca a <strong>Gianluca Nicoletti</strong> col suo <strong>Melog 2.0</strong>. O almeno così dovrebbe essere. In realtà la trasmissione viene soppressa e sostituita da uno speciale sul terremoto condotta da un altro tipo, con Gianluca Nicoletti in studio per portarci una sua testimonianza. Penso: che cavolo c&#8217;entra Nicoletti col terremoto?<span id="more-13"></span></p>
<p>E poi l&#8217;illuminazione. Gianluca Nicoletti ha un <strong>profilo su Facebook</strong>, di fatto una community che ruota attorno a Melog. Attraverso il suo profilo, Nicoletti lancia gli argomenti del giorno, raccoglie le opinioni degli ascoltatori e interagisce con loro in tempo reale durante la tramsmissione.</p>
<p>Stanotte, però, è successo qualcosa di diverso e il profilo Facebook di Nicoletti si è tramutato in ciò che, a mio avviso, rappresenta l&#8217;essenza del social networking: <strong>user generated news</strong>, rigorosamente in tempo reale. Nicoletti posta regolarmente le notizie d&#8217;agenzia, che riceve in qualità di giornalista. Le commenta. Chiede aggiornamenti in giro. Le gente inizia ad <strong>interagire</strong>, portando testimonianze da tutt&#8217;Italia, Abruzzo compreso.</p>
<p>Gli <strong>status degli utenti Facebook </strong>cambiano con una rapidità che nessuna agenzia di stampa potrebbe mai sognarsi di avere. Ecco quello che ho registrato io stesso dai miei contatti, tutti di Roma.</p>
<p><em>Pippo. Vorrei segnalare una forte scossa di terremoto a Roma, credo 4 o 5 grado!</em></p>
<p><em>Pluto. Sveglia e inquuieta dopo il terremoto.</em></p>
<p><em>Topolino. Mamma mia! Ho avuto paura <img src='http://www.emilianocarlucci.com/wp-includes/images/smilies/icon_sad.gif' alt=':-(' class='wp-smiley' /> . Non avevo mai sentito una sensazione simile.</em></p>
<p><em>Paperino. è stato svegliato dalla lunga scossa di terremoto di stanotte (a Roma), ma ha &#8220;realizzato&#8221; solo stamattina di quello che è realmente accaduto.</em></p>
<p>Questo è solo un esempio di ciò che è accaduto nella cerchia ristretta delle mie amicizie. Immagina cosa è stata in grado di fare una community di 5000 persone, quella di Nicoletti. Immagina che cosa ha saputo fare l&#8217;immensa community di <strong>milioni di persone</strong> che interagiscono tramite <strong>Facebook</strong> e <strong>Twitter</strong>, aggiornando i propri contatti in tempo reale. <strong>Citizen journalism</strong>. Un segno tangibile che il mondo sta realmente cambiando.</p><p><a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fwww.emilianocarlucci.com%2Fil-terremoto-al-tempo-di-facebook-e-twitter&amp;linkname=Il%20terremoto%20al%20tempo%20di%20Facebook%20e%20Twitter"><img src="http://www.emilianocarlucci.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a> </p>]]></content:encoded>
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