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  • Emiliano 4:00 pm on 17 January 2010 Permalink | Rispondi
    Tags: Facebook, ,   

    Facebook: che scoperta! 

    Francamente non conoscevo Facebook come strumento di promozione. Poi, quasi per scherzo, ho provato a creare un gruppo su un calciatore (Francesco Totti). In un paio di settimane gli iscritti si aggiravano attorno alla trentina. Dopodiché, spinto anche da una specie di scommessa lanciata dall’amico Giuseppe (juventino e fan sfegatato di Del Piero), ho provato ad attivare una campagna su Facebook per promuovere il neonato gruppo.

    In quattro giorni, questi i risultati:

    1.321 clicks
    CTR medio 0,18%
    CPC medio 0,02
    CPM medio 0,03
    740 iscritti

    Vero che l’argomento si presta particolarmente all’iniziativa. Vero che si tratta di promuovere qualcosa di interno a FB (probabilmente sarebbe stato diverso se avessi promosso un sito, un blog o una community esterna a Facebook. Ciononostante non mi aspettavo queste performance e devo ricredermi molto sull’efficacia dello strumento.

    Come funziona? Setti un budget giornaliero, un CPM o un CPC e alcune keyword (che riflettono gli interessi che gli utenti esprimono nel loro profilo). Scrivi l’annuncio e… VIA!

    Credo che Facebook possa essere un ottimo strumento di promozione non tanto in un’ottica di advertising diretto (vedo l’annuncio in linea con i miei interessi, ci clicco e finisco sul sito di destinazione). In questo caso i motori di ricerca, IMHO, sono inarrivabili (o quasi). Secondo me Facebook diventa molto efficace se viene usato per lanciare e promuovere iniziative interne a Facebook stesso, che poi, direttamente o indirettamente, si richiamino a siti, blog o community esterne. In sostanza Facebook costituirebbe un ottimo indotto per il sito di destinazione finale.

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  • Emiliano 11:54 pm on 29 June 2009 Permalink | Rispondi
    Tags: antigoogle, Facebook, Facebook vs Google, ,   

    Facebook, cosa vuoi fare da grande? 

    Interessante post di John Battelle, secondo il quale Facebook sarebbe il vero anti-Google, non Twitter. Fra i vari motivi, uno in particolare: il fatto che Facebook, a differenza di Twitter, non lascia spiderizzare i propri contenuti.

    In fact, I’d argue that the right thing to do is to make just about everything possible available to Google to crawl, then sit back and watch while Google struggles with whether or not to “organize it and make it universally available.” A regular damned if you do, damned if you don’t scenario, that….

    For an example of what I mean, look no further than Twitter. That service makes every single tweet available as a crawlable resource. And Google certainly is crawling Twitter pages, but the key thing to watch is whether the service is surfacing “superfresh” results when the query merits it. So far, the answer is a definitive NO.

    Why?

    Well, perhaps I’m being cynical, but I think it’s because Google doesn’t want to push massive value and traffic to Twitter without a business deal in place where it gets to monetize those real time results.

    Is that “organizing the world’s information and making it universally available?” Well, no. At least, not yet.

    Ogni mese gli utenti di Facebook postano 4 miliardi di informazioni (news, aggiornamenti di stato, compleanni, ecc.), caricano 850 milioni di foto e 8 milioni di video. Praticamente una seconda Internet. Impedendo a Google di indicizzare questi contenuti, di fatto Facebook si pone come possibile anti-Google. A differenza di Twitter, col quale (secondo Battelle) Google finirà col trovare un accordo.

    Staremo a vedere…

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  • Emiliano 11:28 pm on 28 May 2009 Permalink | Rispondi
    Tags: Facebook   

    E se la vita fosse come Facebook? 

    Bellissimo!

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  • Emiliano 12:38 am on 8 April 2009 Permalink | Rispondi
    Tags: Facebook, , , ,   

    Perché Microsoft dovrebbe comprare Twitter 

    Massimo qualche tempo fa ipotizzava (o auspicava) l’acquisizione di Facebook da parte di Microsoft. Sarebbe qui, non in Yahoo, la chiave per contrastare Google.

    Se Facebook diventasse un social engine, allora la mossa sarebbe azzeccatissima. Il discorso però è che Facebook non si presta molto ad essere usato per cercare. La navigazione, infatti, assomiglia molto di più a quella di un forum (con topic, post e profili) e la ricerca viene relegata ad un ruolo meramente accessorio (minuscolo box di ricerca in alto a destra).

    Gli strumenti principe di Facebook sono: l’endorsement (Tizio pensa che tu possa conoscere Caio), l’introduction (Sempronio ti ha fatto una richiesta di amicizia) e la suggestion (Persone che potresti conoscere). Insomma, la ricerca è veramente un’attività marginale su FB.

    Diverso il discorso Twitter. All’inizio sembra frutto della smania di essere “always on”, strumento per geek incalliti e maniaci del Web 2.0. Ma la prospettiva cambia nel luglio 2008, quando Twitter acquisisce Summize, servizio che consente agli utenti (anche non iscritti) di ricercare fra i tweets, oltre a fornire statistiche sulle hot trends. (Continua…)

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    • Massimo Moruzzi 6:27 am on 8 aprile 2009 Permalink

      Ciao Emiliano,
      non ci sono dubbi: Microsoft dovrebbe provare a comprare (anche ) twitter, se non altro per dare fastidio a Google. E Friendfeed. Ma c’è un problema: entrambe le società sono in mano a ex-Google. Ed è anche esattamente questo, che intendo quando dico che MSFT ormai conta poco: non sono ex-MSFT, ma ex-Google a lanciare i servizi più innovativi, ormai…

    • Emiliano 1:24 pm on 8 aprile 2009 Permalink

      C’è solo da sperare che gli ex (come molti d’altronde) abbiano talmente in odio Google, da voler vendere al public enemy. Basti citare ad esempio il caso Bowman ;-)

    • web copywriter 8:48 pm on 12 aprile 2009 Permalink

      Scusate ma non ho capito una cosa: anche se Twitter è sicuramente uno strumento potentissimo e può costituire davvero il primo esempio di social search, mi pare che ancora non abbia un modello di business solido, nè credo che Microsoft (al contrario di Google) abbia le idee chiare su che cosa farci dopo una eventuale acquisizione. Sbaglio?

    • Emiliano 12:03 am on 14 aprile 2009 Permalink

      Ciao Alex, un modello di biz che Twitter sta testando è quello delle text ads a rev sharing con gli utenti. Leggi qui. Ad ogni modo secondo me il biz avverrà prevalentemente sul sito search.twitter.com e sarà simile a quello che fa Google con AdWords.

  • Emiliano 1:24 pm on 6 April 2009 Permalink | Rispondi
    Tags: , Facebook, Gianluca Nicoletti, melog 2.0, terremoto Abruzzo,   

    Il terremoto al tempo di Facebook e Twitter 

    Alle 3.30 mi sono svegliato di soprassalto per il terremoto. A Roma, com’è noto, il sisma è stato avvertito distintamente, per fortuna senza causare danni a cose e/o persone. Io e mia moglie aspettiamo qualche minuto che le scosse finiscano, indecisi se scendere o meno in strada. Poi, quando tutto sembra tornare tranquillo, accendiamo la TV e proviamo a dare un’occhiata al televideo. L’ultima notizia, che risale ad oltre un’ora addietro, parla di alcune scosse in Abruzzo, ma niente che possa far pensare al dramma che proprio in questo momento si sta vivendo a poche centinaia di chilometri dalla capitale.

    Alle 8 accendo la TV e tocco con mano la tragedia. Allibito penso allo spavento di stanotte e realizzo che mi è andata bene. Mi preparo mestamente  e prendo la macchina per andare in ufficio. Come ogni mattina, accendo Radio24 e ascolto la trasmissione di Giuliano Ferrara, interrotta ogni 10 minuti da flash di aggiornamento sulla situazione in Abruzzo: 15 vittime, poi 20, poi circa 30. Un bollettino di guerra. Il traffico è congestionato, passa il tempo e in radio tocca a Gianluca Nicoletti col suo Melog 2.0. O almeno così dovrebbe essere. In realtà la trasmissione viene soppressa e sostituita da uno speciale sul terremoto condotta da un altro tipo, con Gianluca Nicoletti in studio per portarci una sua testimonianza. Penso: che cavolo c’entra Nicoletti col terremoto? (Continua…)

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    • massimo giuliani 12:11 pm on 13 aprile 2009 Permalink

      Bellissimo articolo: ti ho citato e linkato da qui.
      È importante quello di cui parli, e il fatto che – diversamente da quel che è accaduto molte, troppe altre volte – l’attenzione alla tragedia e alla ricostruzione resti desta anche dopo che gli interessi della politica e dell’informazione saranno venuti meno, dipenderà essenzialmente da questa profonda riconfigurazione dei modi dell’informazione.

    • Emiliano 9:45 pm on 13 aprile 2009 Permalink

      Ciao Massimo e ti ringrazio per “l’illuminante” ;-)

      Il mondo dell’informazione sta realmente mutando e non è un caso che le “vecchie” testate giornalistiche siano in crisi. Così come non è un caso il proliferare di gruppi su Facebook quali “Il TG5 siamo noi” o “TG1″.

      P.S.: Non conoscevo il tuo blog e vorrei farti i complimenti sia per i contenuti che per la gradevolezza del “look & feel” ;-)

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