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  • Emiliano 12:56 am on 29 June 2009 Permalink | Rispondi
    Tags: citizen journalism, elezioni Iran, link distributor, mass socialization, , , retweet, social information filter, Techrunch,   

    Le tre vocazioni di Twitter 

    1) Social information filter & link distributor. In pratica leggo un pagina web (che sia un post, un articolo, una pagina statica) e la ripropongo ai miei followers. Nel caso di Techrunch i retweets costituiscono ad oggi il 9,7% del traffico totale (Google rappresenta il 32%).

    2) Citizen journalism. Quello che sta accadendo in Iran ne è la prova più eclatante. I mezzi di informazione vengono controllati o addirittura soppressi (come nel caso della BBC) dal regime e Twitter si sostituisce ai mass media, veicolando al mondo informazioni in tempo reale.

    3) Mass socialization. Si rumoreggia della morte di Michael Jackson e inizia il tam tam dei twitterers. Quando la morte del “re del pop” viene confermata (stavolta da un media tradizionale, il LA Times), ecco partire da ogni parte del globo tributi in memoria di un cantante che, al pari di Elvis e dei Beatles, ha fatto la storia della musica. Più del 30% dei tweets includono parole come “Michael Jackson”, “MJ” e “Michael”. In sostanza avviene una socializzazione di massa attorno ad un evento mediatico.

    Secondo me l’essenza di Twitter è racchiusa in queste tre vocazioni. Se sapranno realizzare un’adeguata tecnologia di ricerca (con i retweets a fungere da Page Rank), allora avremo davvero il nuovo Google.

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  • Emiliano 1:24 pm on 6 April 2009 Permalink | Rispondi
    Tags: citizen journalism, , Gianluca Nicoletti, melog 2.0, terremoto Abruzzo,   

    Il terremoto al tempo di Facebook e Twitter 

    Alle 3.30 mi sono svegliato di soprassalto per il terremoto. A Roma, com’è noto, il sisma è stato avvertito distintamente, per fortuna senza causare danni a cose e/o persone. Io e mia moglie aspettiamo qualche minuto che le scosse finiscano, indecisi se scendere o meno in strada. Poi, quando tutto sembra tornare tranquillo, accendiamo la TV e proviamo a dare un’occhiata al televideo. L’ultima notizia, che risale ad oltre un’ora addietro, parla di alcune scosse in Abruzzo, ma niente che possa far pensare al dramma che proprio in questo momento si sta vivendo a poche centinaia di chilometri dalla capitale.

    Alle 8 accendo la TV e tocco con mano la tragedia. Allibito penso allo spavento di stanotte e realizzo che mi è andata bene. Mi preparo mestamente  e prendo la macchina per andare in ufficio. Come ogni mattina, accendo Radio24 e ascolto la trasmissione di Giuliano Ferrara, interrotta ogni 10 minuti da flash di aggiornamento sulla situazione in Abruzzo: 15 vittime, poi 20, poi circa 30. Un bollettino di guerra. Il traffico è congestionato, passa il tempo e in radio tocca a Gianluca Nicoletti col suo Melog 2.0. O almeno così dovrebbe essere. In realtà la trasmissione viene soppressa e sostituita da uno speciale sul terremoto condotta da un altro tipo, con Gianluca Nicoletti in studio per portarci una sua testimonianza. Penso: che cavolo c’entra Nicoletti col terremoto? (Continua…)

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    • massimo giuliani 12:11 pm on 13 aprile 2009 Permalink

      Bellissimo articolo: ti ho citato e linkato da qui.
      È importante quello di cui parli, e il fatto che – diversamente da quel che è accaduto molte, troppe altre volte – l’attenzione alla tragedia e alla ricostruzione resti desta anche dopo che gli interessi della politica e dell’informazione saranno venuti meno, dipenderà essenzialmente da questa profonda riconfigurazione dei modi dell’informazione.

    • Emiliano 9:45 pm on 13 aprile 2009 Permalink

      Ciao Massimo e ti ringrazio per “l’illuminante” ;-)

      Il mondo dell’informazione sta realmente mutando e non è un caso che le “vecchie” testate giornalistiche siano in crisi. Così come non è un caso il proliferare di gruppi su Facebook quali “Il TG5 siamo noi” o “TG1″.

      P.S.: Non conoscevo il tuo blog e vorrei farti i complimenti sia per i contenuti che per la gradevolezza del “look & feel” ;-)

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