Google e il gioco delle tre carte

googlevil
Google ha pubblicato i risultati finanziari relativi al Q1. Per la prima volta da quando si è quotata, nel 2004, la società di Mountain View ha registrato un calo di fatturato. Diamo un po’ di numeri:
- Q1 2009 -> 5,51 miliardi
- Q1 2008 -> 5,2 miliardi
- Q4 2008 -> 5,7 miliardi
Rispetto al Q4 2008, dunque, il fatturato è calato del 3,45% ma è aumentato del 6% rispetto al Q1 2008. Mica poco visti i tempi…
Però c’è un dato strano che mi è balzato agli occhi leggendo il comunicato di Google…
the portion of revenues shared with Google’s partners, decreased to $1.44 billion in the first quarter of 2009.
Andando a sottrarre dal fatturato la porzione da attribuire ai partner di Google (compreso il circuito AdSense), ricaviamo il net revenue.
- Q1 2009 -> 5,51 – 1,44 = 4,07 miliardi
- Q1 2008 -> 5,19 – 1,49 = 3,7 miliardi
Ma come… diminuisce il fatturato lordo e aumenta quello netto? Aspetta, ma vuoi vedere che…
In un post su Controrete di qualche mese fa, avevo fatto riferimento allo Smart Pricing e avevo concluso:
Un modo per far pendere la bilancia delle revenues dalla parte delle properties di Google e risparmiare così in revenue share.
E’ il gioco delle tre carte o mi perdo qualcosa?

Massimo Moruzzi 7:40 am on 20 aprile 2009 Permalink
beh, ma è evidente, no?
Questi hanno in mano un sistema per stampare dollari, e fanno nè più nè meno come fa il governo americano: quando ne hanno bisogno, ne stampano altri. Anzi, non so se questa piccola défaillance del fatturato in leggero calo rispetto al Q4 2008 sia da attribuire a una svista o a una settimana di malattia imprevista dei loro ‘macchinisti’ oppure sia stata fatta proprio di proposito, per far vedere che anche loro sofforono – ma molto meno degli altri! – e per far capire che comunque non è che il fatturato potrà sempre e solo crescere ogni quarter, in eterno, specie se la recessione dovesse peggiorare, che va bene ottimizzare le campagne e i giochini che fai su di esse, ma non puoi crescere proprio sempre e per sempre e comunque e in ogni caso e in ogni clima economico…
Marco Fontebasso 11:40 am on 20 aprile 2009 Permalink
Il problema vero (se si può dire eh…) è che le properties non pesano niente, funziona solo la search come sempre.
Non è che però ci sia molto interesse a farlo notare, altrimenti già i social network non valgono più niente, figurati se tutti scoprono che perdono soldi e basta.
Vedi: http://www.techcrunch.com/2009/04/15/decision-time-for-facebook-term-sheets-received-at-2-billion-valuation/
Massimo Moruzzi 5:44 pm on 20 aprile 2009 Permalink
Marco, hai dati su quanto è adwords su google, quanto adwords sui partner di ricerca e quanto il resto (adsense)?
cmq, io non metterei facebook assieme agli “altri social network”, che gli altri in effetti non valgono una mazza.
Emiliano 12:14 am on 21 aprile 2009 Permalink
Se i partner contano per un 33% delle revenues, mentre il 66% viene dalle Google properties, direi che, fra queste ultime, la Search genera oltre il 50%.
Per quanto riguarda i social network, Facebook è ancora in una sorta di limbo e non si vedono spiragli per un business model finalmente sostenibile.
Secondo me, però, la vera scheggia impazzita è Twitter. Il biz model in questo caso è sempre legato alla ricerca (search.twitter.com), ma, a differenza di Google, i listing verrebbero visualizzati in tempo reale. Insomma un social engine di user generated news.
Massimo Moruzzi 1:57 pm on 21 aprile 2009 Permalink
mah. io sono estremamente scettico su twitter, e invece sicuro che facebook ce la farà e alla grande.
p.s.
sei sicuro che i partner (adsense o compresi i search partner?) contino solo per il 33% delle revenue?
Emiliano 4:00 pm on 21 aprile 2009 Permalink
Google Network Revenues – Google’s partner sites generated revenues, through AdSense programs, of $1.69 billion, or 33% of total revenues, in the first quarter of 2008.
Secondo me partner sites significa Adsense + Search Partners…