Perché Yahoo non capirà mai Google
Minuto 19:15
Google is 90% search. That’s a fact.
(Carol Bartz)
E’ evidente che il CEO di Yahoo non comprende (né comprenderà mai a questo punto) il suo maggiore competitor.
John Battelle aveva ragione. Nelle sue ormai consuete previsioni di gennaio aveva predetto che la search share di Google sarebbe calata nel corso del 2009. I dati Nielsen di luglio indicati da Mashable e citati da Battelle mostrano effettivamente un calo dell’1,3% rispetto a giugno.
A confrontare il “calo” con i risultati di Yahoo e Bing, sembra proprio che sia stato il motore di Sunnyvale (e non Bing, nonostante le massicce campagne pubblicitarie) a rosicchiare punti percentuali al gigante Google.
Disperazione a Mountain View? Disperazione?!?
Due considerazioni:
1) Ma Nielsen è realmente affidabile nel fornire questo tipo di dati? Siamo sicuri che il conteggio delle ricerche (dato accurato se sono i motori stessi a renderlo noto) non sia in qualche modo assmilato alle page views (dato più “facilmente” monitorabile da soggetti quali Nielsen, comScore, ecc.)?
2) Francamente dopo tutto il tam tam legato a Microhoo e il lancio di Bing un 1,3% in meno mi pare un po’ poco per parlare di calo della search share e festeggiare il nuovo anti-Google…
… Where do I work now?

Ask mocks Yahoo
Yahoo cede la search a Microsoft e Ask ne approfitta, provando la carta dell’ironia per attirare impiegati di Sunnyvale. Strano, ero convinto che anche Ask avesse rinunciato alla search ormai da un po’ di tempo…
Veramente interessante questa speculazione di Andy Atkins Kruger su SEW, secondo cui il deal fra Yahoo e Microsoft potrebbe essere solo il primo di una serie di deal analoghi che avrebbero come esito quello di erodere il monopolio di Google.
Motori come Baidu e Yandex potrebbero vedere di buon grado un accordo con Microsoft (che a sua volta sfrutterà, in virtù del nuovo accordo, la forza commerciale di Yahoo), non solo per espandersi in altri mercati, ma anche per sbarrare definitivamente la strada a Google nei mercati in cui sono già leader (Yandex in Russia e Baidu in Cina).
Baidu’s biggest problem in not having a truly global presence in a sense affects its revenues at home. Comparison between click volumes and cost per click values in China show that Google clicks often cost more to buy even though the volumes are significantly less than those of Baidu’s. The reason has to do with the way the auction model works and access: it’s easy to turn on campaigns for China in the Google Adwords interface – you don’t even need to speak Chinese to do it (though you’ll need someone to produce Chinese keywords and creatives for you). To run a campaign on Baidu is currently difficult unless you are a Chinese-speaker. As a result, the auction model tends to help inflate the cost of Google’s clicks — not Baidu’s.
L’accordo con Microhoo aiuterebbe dunque motori come Baidu e Yandex ad attirare investimenti stranieri. Basti pensare alle miriadi di attività interessate a promuoversi in Russia e Cina “costrette” a scegliere Google per motivi meramente linguistici.
If Baidu could justify a global sales force, it could significantly improve its Chinese performance – and help to stave off the Google threat. But that would be a mammoth undertaking that would be difficult to cost-justify. Now there is the Microsoft option.
Insomma, l’affaire Microhoo non fa che confermare il detto secondo cui il nemico del tuo nemico spesso e volentieri finisce col diventare tuo amico

Yahoo & Microsoft
Riemergo dall’oscurità di un periodo passato a flirtare con i numeri, per dedicare un po’ di attenzione al tormentone degli ultimi mesi: l’affaire Microhoo. Il matrimonio, alla fine, s’è fatto. Un matrimonio d’interessi più che d’amore, ma pur sempre di unione si tratta.
Si è scritto già molto in merito ed esiste addirittura un sito istituzionale che tratta il deal in tutte le sue sfaccettature.
Vediamo intanto i dettagli dell’accordo:
Per quanto mi riguarda, vorrei porre l’accento su alcuni elementi:
Tutto sommato sono molto contento. Abbiamo finalmente un player in grado di dar fastidio a Google e smuovere un mercato, quello del search marketing, fin troppo stantìo e monopolizzato. Quindi ben venga Microhoo!
Come dire: Google può perdere solo contro se stesso. Alcuni motivi:
Se quello che dice John Battelle è giusto (Microsoft sta cercando di costruire una search application che aiuti la gente a decidere in modo assolutamente nuovo), allora probabilmente la società di Redmond avrà le sue carte da giocarsi. Ma in fondo credo che abbia ragione Seth Godin:
If Microsoft adds a few features and they prove popular, how long precisely will it take Google to mirror or even leapfrog those features?
Il segreto, dunque, è di costruire qualcosa di realmente nuovo. Per dirla con Seth Godin, something remarkable.
Ottimo articolo di Greg Sterling su Search Engine Land che mette a confronto Google e il nuovo nato in casa Microsoft.
Bing does offer results that are, across the searches I conducted, highly competitive with Google and in some cases it offers features that are more user-friendly. Given the strength of Google’s brand and its “ownership” of search Bing may struggle to make market share gains. However I predict that it will gain share. Those potential gains may come not at Google’s expense but rather from Ask, AOL or even Yahoo.
Google è ormai sinonimo di ricerca. E’ dura scalzarli. Ma Bing riesce a competere con una user friendliness e alcune interessanti features che il motore di Mountain Vew non ha. Ora sotto con BingWords e BingSense
Da una ricerca condotta di Hitwise, sembra che, da un anno a questa parte, il traffico proveniente dai link sponsorizzati sui motori di ricerca sia calato del 26% a vantaggio del traffico organico.
This is no doubt a result of cutbacks in marketing spend due to the recession.
Così l’autore dell’articolo.
E se invece fosse che, proprio per via della recessione, i motori di ricerca (leggi Google) abbiano fatto meno attenzione alla qualità degli inserzionisti per arraffare l’arraffabile e ciò abbia avuto un impatto negativo sulla credibilità degli annunci sponsorizzati agli occhi degli utenti?
Ask ci ha provato con Ask 3D. Google ne parla da anni e, a parte qualche timido tentativo, non ha prodotto nulla di particolarmente significativo (d’altronde ci vuole fegato per cambiare qualcosa che di per sé funziona). In quel di Yahoo il deserto.
E’ paradossale che il possibile turning point innovativo provenga da Microsoft, ma tant’è.
A vedere il video di presentazione di Bing, il motore promette bene.
Le ricerche vengono attivate in modo semantico. Il che vuol dire che il motore riesce ad interpretare la domanda dell’utente e a restituire risultati pertinenti (che siano web search, shopping, immagini, video, ecc.).
Per quanto riguarda la SERP, la struttura ricalca molto vagamente l’idea dietro al 3d di Ask, ma con un sacco di features in più e un’usabilità che pare senz’altro migliore.
Ovviamente è quello che si evince da un video promozionale. Vedremo poi se corrisponderà al vero…
Sono curioso di provarlo, più che altro per verificare la validità del servizio. In ogni caso fa piacere che non sia un motore di ricerca come Google ma che offra qualcosa di potenzialmente innovativo, certo il nome mi lascia un po’ perplesso, ci vorrà un bel po’ di pubblicità per farlo consocere alla gente.

jeeves
Congedato un po’ frettolosamente nel 2006, ecco che rifa la sua comparsa su Ask UK il mitico Jeeves.
In una fase di crisi e incertezza torna dunque di moda il rassicurante e quanto mai anacronistico maggiordomo british, dall’impeccabile abbigliamento classico e lo sguardo di chi la sa lunga, pronto ad orientare gli utenti nel mare magnum della Rete.
Bentornato, Jeeves!
Stefano Gorgoni 6:50 pm on 30 maggio 2009 Permalink
eheh, come al solito una cosa sono i dati, tutt’altra cosa il perché di quei dati
Claudio 2:02 am on 1 giugno 2009 Permalink
Calano i click, ma aumentano i fatturati di google e le revenue da search (non content), dai risultati dell’ultimo Q. Troppe ipotesi possibili (anche pensare male è lecito), credo che il dato citato non sia sufficiente per delineare un quadro preciso.
Il resto, allo stato, e’ pure speculazione.
Emiliano 2:14 am on 2 giugno 2009 Permalink
Mmmm hai ragione, ma perché non speculare? Adwords è un sistema altamente speculativo. D’altronde come potrebbe essere altrimenti per una piattaforma pubblicitaria che si basa su un meccanismo d’asta in cui uno degli elementi preponderanti (il quality score) non viene definito in termini scientifici?
Il QS è definito da:
* Percentuale di clic (CTR) storica della parola chiave e dell’annuncio corrispondente su Google.
* Cronologia dell’account, misurata in base al CTR di tutti gli annunci e delle parole chiave dell’account.
* CTR storico degli URL di visualizzazione del gruppo di annunci.
* Qualità della pagina di destinazione.
* Pertinenza della parola chiave rispetto agli annunci del gruppo di appartenenza.
* Pertinenza della parola chiave e dell’annuncio corrispondente rispetto ai termini di ricerca.
* Rendimento dell’account nella regione in cui viene pubblicato l’annuncio.
* Altri fattori di pertinenza.
L’unico dato scientifico è il CTR. Il resto è pura speculazione.
Ricordiamo che nel Q1 (come scritto nel comunicato ufficiale diramato da Google)
the portion of revenues shared with Google’s partners, decreased to $1.44 billion in the first quarter of 2009.
e facciamo un paio di calcoli. Come avevo già scritto in un post precedente, andando a sottrarre dal fatturato la porzione da attribuire ai partner di Google (compreso il circuito AdSense), ricaviamo il net revenue.
* Q1 2009 -> 5,51 – 1,44 = 4,07 miliardi
* Q1 2008 -> 5,19 – 1,49 = 3,7 miliardi
Risultato: diminuisce il fatturato lordo e aumenta quello netto.
Quindi… sì, penso male e speculo