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  • Emiliano 1:04 pm on 31 May 2010 Permalink | Rispondi
    Tags: , Bill Gates, ,   

    Steve & Bill 

    Guardatevi questo video: semplicemente spettacolare. Nel 1984 un Bill Gates bambino e un po’ impacciato tesse le lodi dei Mac, mentre Steve Jobs fa il figo e non immagina certo che di lì a poco sarebbe stato fatto fuori dalla Apple. E poi ancora i due insieme nel 1997 annunciano che la guerra fra Apple e Microsoft è finita. Un pezzo di storia.

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  • Emiliano 8:37 pm on 30 May 2010 Permalink | Rispondi
    Tags: , , , , Nasdaq, OS4,   

    Apple supera Microsoft 


    Steve Jobs presenta l'iPad

    Steve Jobs presenta l'iPad

    Questa l’ho letta solo ora, ma val la pena condividerla. Alla chiusura della borsa americana, mercoledì scorso, Apple ha fatto registrare una capitalizzazione di 222 miliardi di dollari, superando così per la prima volta Microsoft, che si è fermata a 219 miliardi. Più staccata Google, con 151 miliardi di capitalizzazione.

    Sulla scia del successo ottenuto con l’iPad (alla faccia dei detrattori) e in attesa del lancio del nuovo sistema operativo per iPhone (l’OS4), Steve Jobs ha messo la freccia e assestato un bel colpo alla concorrenza. Ad oggi Apple è, dopo Exxon Mobil, la società che vale di più nel Nasdaq :-)

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  • Emiliano 11:56 pm on 26 May 2010 Permalink | Rispondi
    Tags: Iab Forum Roma, , Luca Lani, , , Paolo Romani   

    Dall’ad:tech a Iab Forum 

    Poco più di un mese fa ho avuto l’onore di partecipare all’ad:tech di San Francisco. Ieri ho avuto la sventura di andare allo Iab Forum di Roma. Mai come in questo caso trovo azzeccatissimo il detto “dalle stelle alle stalle”.

    Non mi aspettavo certo di trovare lo stesso fermento che si respira nella Bay Area. Non pensavo di respirare idee di business innovative né tanto meno di parlare con gente che a 30 anni ha già un master, 7 anni di carriera lavorativa alle spalle e magari anche un paio di aziende vendute per qualche milione di dollari. Ma non credevo nemmeno di ritrovarmi catapultato a Jurassic Park, circondato dai dinosauri della New Economy.

    Imbarazzante l’intervento di Romani. Fuffosa la tavola rotonda “Domanda e Offerta a confronto” (la concretezza, questa sconosciuta?). Persino il brillante Marco Montemagno ha finito con l’annaspare nella mediocrità generale.

    Luca Lani causticamente si riferisce al web made in Italy come ad una “riserva indiana”. Mauro Lupi sostiene che l’Internet nostrano continua a viaggiare col freno a mano. Fin troppo ottimista. Secondo me abbiamo ingranato la retromarcia

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  • Emiliano 6:48 pm on 5 April 2010 Permalink | Rispondi
    Tags: Internet for peace, wired   

    Internet for peace 

    via wired.

    Abbiamo finalmente capito
    che Internet non è
    una rete di computer,
    ma un intreccio infinito di persone.
    Uomini e donne, a tutte le latitudini,
    si connettono tra loro, attraverso
    la più grande piattaforma di relazione
    che l’umanità abbia mai avuto.
    La cultura digitale ha creato
    le fondamenta per una nuova civiltà.
    E questa civiltà sta costruendo la
    dialettica, il confronto
    e la solidarietà attraverso
    la comunicazione.
    Perché da sempre la democrazia
    germoglia dove c’è accoglienza,
    ascolto, scambio e condivisione.
    E da sempre l’incontro con l’altro
    è l’antidoto più efficace
    all’odio e al conflitto.

    Anche per me Internet merita in Nobel per la Pace. Perché nonostante gli usi perversi che se ne possono fare (penso alla pedofilia, alle frodi, allo stalking e così via), il Web resta comunque un grande strumento di Pace e Libertà. E sarà un Nobel dato anche a ciascuno di noi. Aderisci anche tu a Internet for Peace.

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  • Emiliano 12:05 am on 1 October 2009 Permalink | Rispondi
    Tags: , , , IAB, online advertising, , PriceWaterhouse   

    In UK la pubblicità è rigorosamente online 

    E’ un momento che aspettavo da tempo. Da quando, account in un’agenzia pubblicitaria “tradizionale”,  apprendevo allibito e affascinato l’eresia internettiana del ROI e allo stesso tempo pontificavo l’OTS per la gioia ottusa di clienti dalle tasche bucate. Dopo quasi 10 anni (di cui 3 passati a vendere fumo), finalmente il sorpasso della pubblicità online sulla TV. In UK ovviamente, ma è comunque un inizio.

    Secondo uno studio condotto da IAB e PriceWaterhouse, nella prima metà del 2009 l’online advertising è cresciuto del 4,6%, attirando investimenti per £1,75 miliardi e in netta controtendenza rispetto all’industria pubblicitaria nel suo insieme, che invece ha fatto registrare un calo del 16,6%. Con questa straordinaria performance, Internet mette la freccia e stacca la TV, diventando il più importante mezzo pubblicitario in UK.

    A farla da padrone (manco a dirlo, considerando la congiuntura economica) è il search marketing, che ha segnato un +6,8% rispetto alla prima metà del 2008 e incassato £1,05 miliardi, ovvero il 59,8% dell’online advertising spending.

    E il display? Senza infamia e senza lode. Nella prima metà del 2009 ha catalizzato investimenti per £316,5 milioni, ovvero il 18,1% del totale.

    Insomma, direct response batte branding. Era ora. Palla al centro.

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  • Emiliano 11:27 pm on 8 August 2009 Permalink | Rispondi
    Tags: Baidu, , monopolio Google, Yandex   

    Microhoo avrà un effetto domino? 

    Veramente interessante questa speculazione di Andy Atkins Kruger su SEW, secondo cui il deal fra Yahoo e Microsoft potrebbe essere solo il primo di una serie di deal analoghi che avrebbero come esito quello di erodere il monopolio di Google.

    Motori come Baidu e Yandex potrebbero vedere di buon grado un accordo con Microsoft (che a sua volta sfrutterà, in virtù del nuovo accordo, la forza commerciale di Yahoo), non solo per espandersi in altri mercati, ma anche per sbarrare definitivamente la strada a Google nei mercati in cui sono già leader (Yandex in Russia e Baidu in Cina).

    Baidu’s biggest problem in not having a truly global presence in a sense affects its revenues at home. Comparison between click volumes and cost per click values in China show that Google clicks often cost more to buy even though the volumes are significantly less than those of Baidu’s. The reason has to do with the way the auction model works and access: it’s easy to turn on campaigns for China in the Google Adwords interface – you don’t even need to speak Chinese to do it (though you’ll need someone to produce Chinese keywords and creatives for you). To run a campaign on Baidu is currently difficult unless you are a Chinese-speaker. As a result, the auction model tends to help inflate the cost of Google’s clicks — not Baidu’s.

    L’accordo con Microhoo aiuterebbe dunque motori come Baidu e Yandex ad attirare investimenti stranieri. Basti pensare alle miriadi di attività interessate a promuoversi in Russia e Cina “costrette” a scegliere Google per motivi meramente linguistici.

    If Baidu could justify a global sales force, it could significantly improve its Chinese performance – and help to stave off the Google threat. But that would be a mammoth undertaking that would be difficult to cost-justify. Now there is the Microsoft option.

    Insomma, l’affaire Microhoo non fa che confermare il detto secondo cui il nemico del tuo nemico spesso e volentieri finisce col diventare tuo amico ;-)

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  • Emiliano 7:43 pm on 5 August 2009 Permalink | Rispondi
    Tags: ad pricing, Pubmatic   

    Il pricing pubblicitario torna ad aumentare 

    Dopo il crollo registrato nel 2008, l’ad pricing fa segnare un +35% nel primo semestre 2009 (studio condotto da Pubmatic su un panel di 6.000 siti, l’85% dei quali in US).

    Pubmatic monthly price trends online publishers june 2009

    Pubmatic monthly price trends online publishers june 2009

    Si tratta di un dato incoraggiante, che ci invita a guardare con ottimismo il secondo semestre e ci induce a pensare che la crisi possa finalmente dirsi conclusa. Hai notizia di trend simili anche per il mercato europeo (ed italiano in particolare)?

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  • Emiliano 7:25 pm on 30 July 2009 Permalink | Rispondi
    Tags: accordo Microsoft Yahoo, , , , ,   

    E’ Microhoo (o quasi) 

    yahoo_microsoft

    Yahoo & Microsoft

    Riemergo dall’oscurità di un periodo passato a flirtare con i numeri, per dedicare un po’ di attenzione al tormentone degli ultimi mesi: l’affaire Microhoo. Il matrimonio, alla fine, s’è fatto. Un matrimonio d’interessi più che d’amore, ma pur sempre di unione si tratta.

    Si è scritto già molto in merito ed esiste addirittura un sito istituzionale che tratta il deal in tutte le sue sfaccettature.

    Vediamo intanto i dettagli dell’accordo:

    • Yahoo will become the exclusive worldwide relationship sales force for both companies’ premium search advertisers. Self-serve advertising for both companies will be fulfilled by Microsoft’s AdCenter platform, and prices for all search ads will continue to be set by AdCenter’s automated auction process.
    • Microsoft will compensate Yahoo! through a revenue sharing agreement on traffic generated on Yahoo!’s network of both owned and operated (O&O) and affiliate sites.
    • Microsoft will pay traffic acquisition costs (TAC) to Yahoo! at an initial rate of 88% of search revenue generated on Yahoo!’s O&O sites during the first 5 years of the agreement.
    • Yahoo! will continue to syndicate its existing search affiliates.

    Per quanto mi riguarda, vorrei porre l’accento su alcuni elementi:

    • Microsoft ha mostrato di poter sviluppare una tecnologia di ricerca di tutto rispetto (Bing), oltre a disporre di un’ottima piattaforma di Search Marketing (adCenter). Yahoo ha smesso di investire nella search e Panama francamente è lontana anni luce dall’usabilità di AdWords e Microsoft adCenter.
    • Yahoo Search Marketing ha saputo creare negli anni una potente rete di distribution partners che garantiscono agli inserzionisti un flusso pubblicitario pari al 55% del traffico complessivo generato dal network di Yahoo ( :-O ). Un’ottima opportunità di monetizzazione per Microsoft, che percepirà il 12% delle search revenues.
    • I costi legati alla search organica saranno interamente a carico di Microsoft, consentendo a Yahoo di liberare risorse per dedicarsi a ciò che sanno fare meglio: creare prodotti di eccellenza e garantire un’elevata user experience.

    Tutto sommato sono molto contento. Abbiamo finalmente un player in grado di dar fastidio a Google e smuovere un mercato, quello del search marketing, fin troppo stantìo e monopolizzato. Quindi ben venga Microhoo!

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  • Emiliano 1:09 am on 25 May 2009 Permalink | Rispondi
    Tags: , biografia Steve Jobs, , Nella testa di Steve Jobs, ,   

    Prodotti e profitti secondo Steve Jobs 

    Da qualche settimana sto leggendo un’interessante libro dal titolo Nella testa di Steve Jobs, biografia (non autorizzata) del fondatore della Apple. In effetti pensavo di finirlo in pochi giorni, ma l’ho trovato talmente interessante dal vedermi quasi costretto a centellinarlo, proprio come un buon vino.

    D’altronde quando ti trovi a leggere di un uomo che ha rivoluzionato il mondo della tecnologia (Mac), della musica (iPod e iTunes), del cinema (Pixar) e della telefonia (iPhone), non puoi far altro che accostarti all’argomento con tanta curiosità, una buona dose di invidia ed un vago impulso di emulazione.

    Fra i vari temi trattati, ce n’è uno che mi ha colpito particolarmente: Jobs considera i prodotti come centri gravitazionali.

    Ora, il concetto può risultare banale ma non lo è. Molti imprenditori recentemente (e non solo nell’online) si sono limitati ad essere puri affaristi, ponendosi come obiettivo primario quello di generare profitto ad ogni costo e mettendo da parte ciò cui ogni impresa dovrebbe aspirare: produrre valore per il proprio pubblico e, così facendo, produrre valore per se stessa.

    Steve Jobs ha lasciato la Apple nel 1985 e quando vi ha fatto ritorno, nel 1996, ha trovato un’azienda in crisi, guidata non più da quelli che si occupavano dei prodotti, ma dai responsabili commerciali. A risentirne di più è stata, ovviamente, l’innovazione.

    Ed è stato a questo punto che Jobs ha compiuto il suo capolavoro. Invece di sprecare risorse nel perseguire centinaia di progetti, ha deciso di focalizzarsi su un ristretto numero di prodotti dal potenziale maggiore. E’ da qui che hanno preso forma l’iMac, l’iPod e iTunes.

    Il nostro obiettivo principale, qui alla Apple, è di produrre i migliori PC al mondo, non di essere i più potenti o i più ricchi. Alla Apple, per un certo periodo di tempo, i due obiettivi sono stati invertiti e questo minimo cambiamento di prospettiva ha fatto la differenza. Quando sono tornato, abbiamo lavorato per farne di nuovo un’azienda orientata al prodotto.

    Steve Jobs sembra avere un dono che pochi altri imprenditori hanno: non quello di saper fare soldi, ma quello di capire che cosa vuole la gente. Guadagnare (sia per arricchire se stessi e i propri azionisti che per continuare a produrre) è l’obiettivo numero due.

    Prova a pensare alla crisi della finanza, alle difficoltà dell’industria e, perché no, anche ad un certo narcisismo del mondo Internet. Hanno fatto scalpore i tagli di Microsoft e Yahoo. Ora chiediti se negli ultimi due anni ti risulta che Microsoft e Yahoo abbiano innovato (acquisizioni a parte).

    La recessione ha i volti delle tante aziende che hanno deciso di scappare col malloppo invece di fermarsi ed investire tempo e denaro nell’innovazione. E’ quello che succede quando si antepongono i profitti ai prodotti. I guadagni alle persone.

    Steve Jobs

    Steve Jobs

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  • Emiliano 12:58 am on 9 May 2009 Permalink | Rispondi
    Tags: , ,   

    Google copia Twitter, che copia Google 

    Essere creativi significa soltanto saper combinare in modo unico le cose che già esistono. (Steve Jobs)

    Google e Twitter a scuola da Steve Jobs.

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    • Stefano Gorgoni 9:40 pm on 9 maggio 2009 Permalink

      bella la frase di Steve Jobs.
      mi ricorda quella (di non ricordo chi) “copiare da uno è plagio, copiare da molti è ricerca” :)

    • Emiliano 2:38 pm on 10 maggio 2009 Permalink

      Infatti… E se volessimo andare ancora oltre, potremmo scomodare Antoine Lavoisier (Rien ne se perd, rien ne se crée – Nulla si perde, nulla si crea) e Einstein stesso ;-)

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