We are the World 25 per Haiti
Ho comprato la canzone su iTunes e fatto una piccola donazione. Era il minimo che potessi fare.
Ho comprato la canzone su iTunes e fatto una piccola donazione. Era il minimo che potessi fare.
Non ho letto in giro commenti troppo entusiastici sul nuovo iPad. A detta di molti, Steve Jobs stavolta ha deluso le aspettative dei macmaniaci: iPad altro non è che un iPod più grande. Francamente non sono d’accordo.
Volendo definire l’iPad, dovremmo dire che si tratta del nuovo netbook della Apple. La verità è che anche questa volta Steve Jobs ci ha stupito, proponendoci qualcosa di diverso e originale. Il netbook è qualcosa che sta a metà fra un laptop e uno smartphone.

iPad Intro Smartphone
Secondo Steve Jobs, però, i netbook per come sono concepiti servono a poco o nulla. Al di là delle caratteristiche tecniche, se ci pensate è vero. Lavorare a lungo su un netbook è scomodo. Le caratteristiche audio e video sono scarse. Il netbook è in sostanza semplicemente un laptop più piccolo. Ed è proprio questo che la gente si aspettava da Jobs: un MacBook più piccolo. Il ragionamento di Steve Jobs, invece, è stato diverso. Che cosa deve poter fare un netbook rispetto ad uno smartphone e a un laptop?

iPad Features
Il nuovo device deve essere migliore di un laptop e di uno smartphone nelle seguenti attività: navigare, inviare email, gestire e condividere foto, gestire video, ascoltare musica, giocare, leggere ebook. l’iPad è tutto questo… e ha alcuni interessanti accessori. Guardate la tastiera qui sotto

iPad Keyboard
E se non siete soddisfatti… cuccatevi anche questo video! Le potenzialità dell’iPad e la capacità di interagire con gli altri device del mondo Apple sono straordinarie.
Ci risiamo. Dopo aver comunicato gli ottimi risultati dell’ultimo trimestre 2009, di nuovo si insinua l’ipotesi che Google giochi con il revenue share dei publisher AdSense.

Dal 75% al 72% è un calo di tutto rispetto. Considerando che il net income di Google nel Q4 è stato di $1,97 miliardi, le revenue di $6,67 miliardi e i TAC (Traffic Acquisition Costs) di $1,72 miliardi, è ovvio che anche pochi punti percentuali “rosicchiati” fanno una bella differenza
Francamente non conoscevo Facebook come strumento di promozione. Poi, quasi per scherzo, ho provato a creare un gruppo su un calciatore (Francesco Totti). In un paio di settimane gli iscritti si aggiravano attorno alla trentina. Dopodiché, spinto anche da una specie di scommessa lanciata dall’amico Giuseppe (juventino e fan sfegatato di Del Piero), ho provato ad attivare una campagna su Facebook per promuovere il neonato gruppo.
In quattro giorni, questi i risultati:
1.321 clicks
CTR medio 0,18%
CPC medio 0,02
CPM medio 0,03
740 iscritti
Vero che l’argomento si presta particolarmente all’iniziativa. Vero che si tratta di promuovere qualcosa di interno a FB (probabilmente sarebbe stato diverso se avessi promosso un sito, un blog o una community esterna a Facebook. Ciononostante non mi aspettavo queste performance e devo ricredermi molto sull’efficacia dello strumento.
Come funziona? Setti un budget giornaliero, un CPM o un CPC e alcune keyword (che riflettono gli interessi che gli utenti esprimono nel loro profilo). Scrivi l’annuncio e… VIA!
Credo che Facebook possa essere un ottimo strumento di promozione non tanto in un’ottica di advertising diretto (vedo l’annuncio in linea con i miei interessi, ci clicco e finisco sul sito di destinazione). In questo caso i motori di ricerca, IMHO, sono inarrivabili (o quasi). Secondo me Facebook diventa molto efficace se viene usato per lanciare e promuovere iniziative interne a Facebook stesso, che poi, direttamente o indirettamente, si richiamino a siti, blog o community esterne. In sostanza Facebook costituirebbe un ottimo indotto per il sito di destinazione finale.
Anno nuovo, tema nuovo. E in linea con l’aspetto “social” del blog, il primo post dell’anno è più da “statusfera” che da “blogosfera”. Semplicemente è ora di andare a nanna dopo una serata casalinga passata a far nulla. Mi sarebbe piaciuto andare al cinema a vedere Avatar, ma quando hai un bambino piccolo ti accorgi che anche le cose più semplici diventano stranamente complicate. Vabbè, sarà per la prossima settimana.
Brand awareness è quello che ti resta quando capisci che la tua campagna di search marketing non ha funzionato.
Basata sul romanzo Avanti nel tempo, dello scrittore canadese Robert J. Sawyer, FlashForward è una serie televisiva che va in onda ogni lunedì sul canale satellitare Fox. In italia siamo arrivati alla sesta puntata (la settima negli States) e devo dire che mi sto intrippando non poco. Di seguito la trama (da Wikipedia):
La vicenda principale si svolge a Los Angeles e il protagonista è un agente del FBI; il 6 ottobre 2009, durante una normale giornata, l’intera razza umana è soggetta a un black out nel quale la mente di ciascun essere è proiettata per un paio di minuti sei mesi nel futuro: nei ricordi postumi ognuno ricorderà di aver vissuto qualcosa che deve accadere il 29 aprile 2010 (o il 30 aprile per via del fuso orario, come attesta una collega britannica ispettrice a Londra, contattata telefonicamente subito dopo il flash forward).
Una volta uscita da questo black out generale, ogni persona cercherà di scoprire se quello che ha visto sarà quello che accadrà veramente. Nel lasso di tempo trascorso molte persone sono rimaste vittime di incidenti che coinvolgevano veicoli, aerei, navi e ogni altro mezzo in avaria a causa del mancato controllo umano.
Se hai Sky, ti consiglio di vederlo. Potrebbe essere il nuovo Lost.
Alla modica (per Google) cifra di 750 milioni di dollari, la società di Mountain View acquisisce AdMob e completa la sua offerta pubblicitaria mobile attualmente costituita da AdSense for Mobile Applications.
Con AdMob, Google diventa il provider principale di mobile display advertising, scalzando Millennial Media (45,6 milioni di UU mensili) e Yahoo (36,1 milioni di UU mensili). La reach del network di Google + AdMob arriva infatti a 57,6 milioni di UU mensili.
Qui trovi il comunicato stampa e una video intervista al CEO di AdMob, Omar Hamoui.
Paolo 12:05 am on 16 novembre 2009 Permalink
Quanto mi costano i diritti per questa massima? La voglio usare quando mi visitano le concessionarie!
Emiliano 2:18 pm on 16 novembre 2009 Permalink
Se vuoi, facciamo a revenue share