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  • Emiliano 3:55 pm on 30 April 2009 Permalink | Rispondi
    Tags: Marco Loguercio, marketing turistico, new media, Omnicom Expo, Pasquale Silvi   

    Marketing Turistico e New Media @ Omnicom Expo 

    Solo per segnalare un’interessante seminario che si terrà a Roma il 13 maggio presso Omnicom Expo dal titolo Marketing Turistico e New Media: strumenti e metodologie di sviluppo nel III millennio.

    Parteriperanno, fra gli altri, il bravissimo Marco Loguercio e l’amico Pasquale Silvi.

    Se riesco, farò un salto ;-)

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  • Emiliano 12:35 am on 28 April 2009 Permalink | Rispondi
    Tags: MarketingProfs, twittare per capire, twittare per conoscere, , twitto ut intelligam   

    Twitto quindi conosco 

    Si twitta per fare nuove amicizie. Per business. Per soddisfare il proprio ego. Vero, ma si twitta anche per conoscere, per capire e per accedere alle informazioni in tempo reale.

    Così uno studio condotto da MarketingProfs (via MarketingCharts) su 425 utenti che spendono quasi 3 ore al giorno a twittare.

    • “I find it exciting to learn new things from people”: Average score 4.65
    • “I value getting information in a timely manner”: Average score 4.58
    • “I like to be connected to lots of people”: Average score 3.91
    • “I want to generate new business”: Average score 3.70
    • “I find it gratifying to have people follow me”: Average score 3.64

    C’è da dire che in Italia siamo ancora nella fase dell’ego. Ma chissà, prima o poi anche noi scopriremo il potenziale di questo servizio così semplice e, allo stesso tempo, così incredibilmente rivoluzionario.

    Twitto ut intelligam

    Twitto ut intelligam

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  • Emiliano 11:54 pm on 27 April 2009 Permalink | Rispondi
    Tags: Altavista, geocities, Netscape, , Yahoo chiude geocities   

    Adios geocities 

    Oh ragazzi si chiude un’era. Dopo Altavista e Netscape a lasciarci i bit è geocities, l’Highlander del Web 1.0, acquisito da Yahoo nel lontano 1999.

    Il mio primo giornale universitario era hostato lì. Lo leggevamo in 10, penso. Ma faceva figo dire che era “online”.

    R.I.P.

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    • Shahram 5:57 am on 28 aprile 2009 Permalink

      Mi ricordo che nel 1999 lo pagarono $4.5M. Ma questo anche dimostra che il modello del business basato sui “Free Website/Web space” non funziona più tanto bene. Forse perché adesso le soluzioni Hosting costano talmente poco che chiunque se le può permettere.
      Dall’altra parte tutti hanno un cugino che non ha nulla di meglio da fare che programmare i siti web.
      Ma comunque un modello che ha durato per ben 10 anni nel modo web si merita tutto il nostro rispetto

  • Emiliano 7:54 pm on 26 April 2009 Permalink | Rispondi
    Tags: Dave Winer, Massimo Moruzzi, rivoluzione Twitter,   

    Twitta che ti passa 

    C’è la crisi. Che problema c’è? Twitta, che ti passa.

    Devono pensarlo in molti ultimamente, visto che a marzo Twitter.com è passato da poco più di 4M a oltre 9M di visite (+131%!!).

    Alla wish-list di uno “scontento” Dave Winer, Massimo risponde che basta usare Wordpress e fermarsi a 140 caratteri.

    Io continuo a sostenere che la rivoluzione di Twitter è tale se abbinata al mobile. Hai mai provato a postare su Wordpress con iPhone?

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    • Massimo Moruzzi 9:35 am on 5 maggio 2009 Permalink

      beh, ma non basterebbe un modulo di wordpress che accetta post via SMS? (sì, lo so, hai ragione, sto facendo come Winer anche io…)

  • Emiliano 12:44 am on 22 April 2009 Permalink | Rispondi
    Tags: , Ask Jeeves, Ask UK,   

    Jeeves is back 

    jeeves

    jeeves

    Congedato un po’ frettolosamente nel 2006, ecco che rifa la sua comparsa su Ask UK il mitico Jeeves.

    In una fase di crisi e incertezza torna dunque di moda il rassicurante e quanto mai anacronistico maggiordomo british, dall’impeccabile abbigliamento classico e lo sguardo di chi la sa lunga, pronto ad orientare gli utenti nel mare magnum della Rete.

    Bentornato, Jeeves!

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  • Emiliano 11:56 pm on 19 April 2009 Permalink | Rispondi
    Tags: , , , risultati Google Q1 2009, risultati Q1 2009   

    Google e il gioco delle tre carte 

    googlevil

    googlevil

    Google ha pubblicato i risultati finanziari relativi al Q1. Per la prima volta da quando si è quotata, nel 2004, la società di Mountain View ha registrato un calo di fatturato. Diamo un po’ di numeri:

    • Q1 2009 -> 5,51 miliardi
    • Q1 2008 -> 5,2 miliardi
    • Q4 2008 -> 5,7 miliardi

    Rispetto al Q4 2008, dunque, il fatturato è calato del 3,45% ma è aumentato del 6% rispetto al Q1 2008. Mica poco visti i tempi…

    Però c’è un dato strano che mi è balzato agli occhi leggendo il comunicato di Google…

    (Continua…)

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    • Massimo Moruzzi 7:40 am on 20 aprile 2009 Permalink

      beh, ma è evidente, no?

      Questi hanno in mano un sistema per stampare dollari, e fanno nè più nè meno come fa il governo americano: quando ne hanno bisogno, ne stampano altri. Anzi, non so se questa piccola défaillance del fatturato in leggero calo rispetto al Q4 2008 sia da attribuire a una svista o a una settimana di malattia imprevista dei loro ‘macchinisti’ oppure sia stata fatta proprio di proposito, per far vedere che anche loro sofforono – ma molto meno degli altri! – e per far capire che comunque non è che il fatturato potrà sempre e solo crescere ogni quarter, in eterno, specie se la recessione dovesse peggiorare, che va bene ottimizzare le campagne e i giochini che fai su di esse, ma non puoi crescere proprio sempre e per sempre e comunque e in ogni caso e in ogni clima economico…

    • Marco Fontebasso 11:40 am on 20 aprile 2009 Permalink

      Il problema vero (se si può dire eh…) è che le properties non pesano niente, funziona solo la search come sempre.

      Non è che però ci sia molto interesse a farlo notare, altrimenti già i social network non valgono più niente, figurati se tutti scoprono che perdono soldi e basta.

      Vedi: http://www.techcrunch.com/2009/04/15/decision-time-for-facebook-term-sheets-received-at-2-billion-valuation/

    • Massimo Moruzzi 5:44 pm on 20 aprile 2009 Permalink

      Marco, hai dati su quanto è adwords su google, quanto adwords sui partner di ricerca e quanto il resto (adsense)?

      cmq, io non metterei facebook assieme agli “altri social network”, che gli altri in effetti non valgono una mazza.

    • Emiliano 12:14 am on 21 aprile 2009 Permalink

      Se i partner contano per un 33% delle revenues, mentre il 66% viene dalle Google properties, direi che, fra queste ultime, la Search genera oltre il 50%.

      Per quanto riguarda i social network, Facebook è ancora in una sorta di limbo e non si vedono spiragli per un business model finalmente sostenibile.

      Secondo me, però, la vera scheggia impazzita è Twitter. Il biz model in questo caso è sempre legato alla ricerca (search.twitter.com), ma, a differenza di Google, i listing verrebbero visualizzati in tempo reale. Insomma un social engine di user generated news.

    • Massimo Moruzzi 1:57 pm on 21 aprile 2009 Permalink

      mah. io sono estremamente scettico su twitter, e invece sicuro che facebook ce la farà e alla grande.

      p.s.
      sei sicuro che i partner (adsense o compresi i search partner?) contino solo per il 33% delle revenue?

    • Emiliano 4:00 pm on 21 aprile 2009 Permalink

      Google Network Revenues – Google’s partner sites generated revenues, through AdSense programs, of $1.69 billion, or 33% of total revenues, in the first quarter of 2008.

      Secondo me partner sites significa Adsense + Search Partners…

  • Emiliano 11:12 pm on 14 April 2009 Permalink | Rispondi
    Tags: Biz Stone, Evan Williams,   

    Brin & Page? No way. I give you Williams & Stone! 

    Ovvero… i fondatori di Twitter. Guardateli nel video: gli occhi della tigre e due facce da schiaffi che ricordano quelle di Larry e Sergey ai bei vecchi tempi. Spero che restino così ancora a lungo e, soprattutto, che non vendano a Google :-)

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  • Emiliano 9:33 pm on 13 April 2009 Permalink | Rispondi
    Tags: , Internet, , , , , , ,   

    Microhoo: l’elefante partorisce il topolino? 

    Microhoo

    Microhoo

    Nuove trattative in corso.

    They have centered on ways for the companies to pool their advertising efforts, including a possible partnership under which Microsoft would sell search ads for Yahoo, and Yahoo, in turn, would sell display ads on Microsoft properties.

    Alcune considerazioni. (Continua…)

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  • Emiliano 12:38 am on 8 April 2009 Permalink | Rispondi
    Tags: , , , ,   

    Perché Microsoft dovrebbe comprare Twitter 

    Massimo qualche tempo fa ipotizzava (o auspicava) l’acquisizione di Facebook da parte di Microsoft. Sarebbe qui, non in Yahoo, la chiave per contrastare Google.

    Se Facebook diventasse un social engine, allora la mossa sarebbe azzeccatissima. Il discorso però è che Facebook non si presta molto ad essere usato per cercare. La navigazione, infatti, assomiglia molto di più a quella di un forum (con topic, post e profili) e la ricerca viene relegata ad un ruolo meramente accessorio (minuscolo box di ricerca in alto a destra).

    Gli strumenti principe di Facebook sono: l’endorsement (Tizio pensa che tu possa conoscere Caio), l’introduction (Sempronio ti ha fatto una richiesta di amicizia) e la suggestion (Persone che potresti conoscere). Insomma, la ricerca è veramente un’attività marginale su FB.

    Diverso il discorso Twitter. All’inizio sembra frutto della smania di essere “always on”, strumento per geek incalliti e maniaci del Web 2.0. Ma la prospettiva cambia nel luglio 2008, quando Twitter acquisisce Summize, servizio che consente agli utenti (anche non iscritti) di ricercare fra i tweets, oltre a fornire statistiche sulle hot trends. (Continua…)

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    • Massimo Moruzzi 6:27 am on 8 aprile 2009 Permalink

      Ciao Emiliano,
      non ci sono dubbi: Microsoft dovrebbe provare a comprare (anche ) twitter, se non altro per dare fastidio a Google. E Friendfeed. Ma c’è un problema: entrambe le società sono in mano a ex-Google. Ed è anche esattamente questo, che intendo quando dico che MSFT ormai conta poco: non sono ex-MSFT, ma ex-Google a lanciare i servizi più innovativi, ormai…

    • Emiliano 1:24 pm on 8 aprile 2009 Permalink

      C’è solo da sperare che gli ex (come molti d’altronde) abbiano talmente in odio Google, da voler vendere al public enemy. Basti citare ad esempio il caso Bowman ;-)

    • web copywriter 8:48 pm on 12 aprile 2009 Permalink

      Scusate ma non ho capito una cosa: anche se Twitter è sicuramente uno strumento potentissimo e può costituire davvero il primo esempio di social search, mi pare che ancora non abbia un modello di business solido, nè credo che Microsoft (al contrario di Google) abbia le idee chiare su che cosa farci dopo una eventuale acquisizione. Sbaglio?

    • Emiliano 12:03 am on 14 aprile 2009 Permalink

      Ciao Alex, un modello di biz che Twitter sta testando è quello delle text ads a rev sharing con gli utenti. Leggi qui. Ad ogni modo secondo me il biz avverrà prevalentemente sul sito search.twitter.com e sarà simile a quello che fa Google con AdWords.

  • Emiliano 1:24 pm on 6 April 2009 Permalink | Rispondi
    Tags: , , Gianluca Nicoletti, melog 2.0, terremoto Abruzzo,   

    Il terremoto al tempo di Facebook e Twitter 

    Alle 3.30 mi sono svegliato di soprassalto per il terremoto. A Roma, com’è noto, il sisma è stato avvertito distintamente, per fortuna senza causare danni a cose e/o persone. Io e mia moglie aspettiamo qualche minuto che le scosse finiscano, indecisi se scendere o meno in strada. Poi, quando tutto sembra tornare tranquillo, accendiamo la TV e proviamo a dare un’occhiata al televideo. L’ultima notizia, che risale ad oltre un’ora addietro, parla di alcune scosse in Abruzzo, ma niente che possa far pensare al dramma che proprio in questo momento si sta vivendo a poche centinaia di chilometri dalla capitale.

    Alle 8 accendo la TV e tocco con mano la tragedia. Allibito penso allo spavento di stanotte e realizzo che mi è andata bene. Mi preparo mestamente  e prendo la macchina per andare in ufficio. Come ogni mattina, accendo Radio24 e ascolto la trasmissione di Giuliano Ferrara, interrotta ogni 10 minuti da flash di aggiornamento sulla situazione in Abruzzo: 15 vittime, poi 20, poi circa 30. Un bollettino di guerra. Il traffico è congestionato, passa il tempo e in radio tocca a Gianluca Nicoletti col suo Melog 2.0. O almeno così dovrebbe essere. In realtà la trasmissione viene soppressa e sostituita da uno speciale sul terremoto condotta da un altro tipo, con Gianluca Nicoletti in studio per portarci una sua testimonianza. Penso: che cavolo c’entra Nicoletti col terremoto? (Continua…)

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    • massimo giuliani 12:11 pm on 13 aprile 2009 Permalink

      Bellissimo articolo: ti ho citato e linkato da qui.
      È importante quello di cui parli, e il fatto che – diversamente da quel che è accaduto molte, troppe altre volte – l’attenzione alla tragedia e alla ricostruzione resti desta anche dopo che gli interessi della politica e dell’informazione saranno venuti meno, dipenderà essenzialmente da questa profonda riconfigurazione dei modi dell’informazione.

    • Emiliano 9:45 pm on 13 aprile 2009 Permalink

      Ciao Massimo e ti ringrazio per “l’illuminante” ;-)

      Il mondo dell’informazione sta realmente mutando e non è un caso che le “vecchie” testate giornalistiche siano in crisi. Così come non è un caso il proliferare di gruppi su Facebook quali “Il TG5 siamo noi” o “TG1″.

      P.S.: Non conoscevo il tuo blog e vorrei farti i complimenti sia per i contenuti che per la gradevolezza del “look & feel” ;-)

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